Lunedì 21 novembre in aula, fra gli altri, gli ex dirigenti della Squadra Mobile vibonese, Rodolfo Ruperti e Fabio Zampaglione

Non è stata stamane un'udienza dedicata solamente all'istanza di rimessione del processo "Black money" ad altra sede. Dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia, in relazione alla presunta lite risalente a qualche anno addietro al mercato di Vibo fra Andrea Mantella e Giovanni Mancuso, ha infatti deposto Giacomo Cichello di Filandari, macellaio e per un dato periodo persona che curava nella masseria di Giovanni Mancuso gli animali da macellare. Quindi hanno deposto anche: Demetrio Quattrone, nel 2012 in servizio nel carcere di Vibo; Angela Marcello, che in un determinato lasso temporale ha sostituito alla direzione del carcere di Vibo il direttore Galati; ed infine Nazzareno Iannello. Tali tre testi hanno ricostruito gli "inviti" che nel 2012 erano stati rivolti dall'allora detenuto Damian Fialek (imputato nel processo "Black money") alla dottoressa Elisabetta Franza, psicologa del carcere, affinchè la professionista intercedesse per spostare di cella Salvatore Mancuso che lamentava di essere stato rinchiuso con un extracomunitario. "Inviti" puntualmente respinti dalla dottoressa Franza che ha subito relazionato tutto ai suoi superiori del carcere. Poco tempo dopo tale episodio, l'auto in uso alla dottoressa, parcheggiata a Vibo nei pressi del locale ospedale, è stata data alle fiamme. Damian Fialek è stato poi trasferito nel carcere di Cosenza, mentre Salvatore Mancuso da Vibo è passato nel carcere di Catanzaro.

toga camera penale

Prima di sciogliere la riserva in ordine alla ultime richieste di prova delle parti, l’avvocato Francesco Sabatino, quale difensore di Mancuso Pantaleone, detto "Scarpuni", ha insistito al fine di ottenere l’acquisizione della perizia trascrittiva delle intercettazioni effettuate nel processo che vede come parte offesa l'imprenditore ittico di Vibo Marina, Vincenzo Ceravolo, nonché l’acquisizione della cartella clinica relativa allo stato di salute della defunta Santa Buccafusca, moglie del boss Pantaleone Mancuso, suicidatasi ingerendo acido muriatico dopo aver manifestato in un primo momento la volontà di collaborare con la giustizia per infine fare "marcia indietro".

In ordine all'acquisizione della perizia, l’avvocato Francesco Sabatino ha rilevato in aula quella dallo stesso definita come una “inaccettabile disparità di trattamento tra le richieste della Procura e quelle della difesa” anche perché in precedenza il Tribunale aveva provveduto, così come richiesto dal pm Marisa Manzini "ad acquisire altra perizia trascrittiva (intercettazione ambientale al bar Tony di Nicotera Marina) relativa alla vicenda della bomba sequestrata a Rinaldo Loielo".

Pantaleone Mancuso

Ancora l’avvocato Sabatino, rispetto alla vicenda Buccafusca, ha poi fortemente stigmatizzato in aula la pubblicazione di alcune notizie giornalistiche che nei giorni scorsi hanno "dato atto di alcuni incontri presso l’Università dell’Antimafia a Limbadi dove, anche alla presenza del pm d’udienza - ha dichiarato il legale - si sarebbe parlato di donne, vittime di ndrangheta facendo ampi riferimenti alla morte di Tita Buccafusca". (LEGGI QUI: Workshop "Riferimenti"; in stabile dei Mancuso. Manzini: "La Buccafusca voleva cambiare vita"). In questi termini il difensore ha ritenuto come "inaccettabile che vengano formulate conclusioni affrettate sulla triste vicenda, prima di qualsivoglia accertamento giudiziale”.


All’esito di una lunga camera di consiglio, il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto da Vincenza Papagno (a latere i giudici Giovanna Taricco e Pia Sordetti), ha in parte accolto le richieste dell’avvocato Sabatino, disponendo l’acquisizione della perizia Ceravolo, ma rigettando in ogni caso l’acquisizione della cartella clinica di Santa Buccafusca.

Rodolfo Ruperti

Fabio Zampaglione

Il Tribunale ha inoltre disposto l’acquisizione delle fatture indicate dalla difesa di Antonio Velardo. Quindi ha ammesso, sempre rispetto alla posizione di Mancuso Pantaleone, l’esame del luogotenente Sansalone e dell’ingegnere Pasquale Farfaglia, per i lavori affidati dal Comune di Briatico a Salvatore Barbagallo, ed ha poi rigettato la richiesta di acquisizione della sentenza "Ragno" contro il clan Soriano così come richiesto dalla difesa di Antonio Mancuso. Rigettate infine le richieste di confronto chieste dal pm Manzini tra Andrea Mantella e i testi Staropoli, Ceravolo ed Annunziata. Disposta l’ammissione dei testi Giuseppe Grasso (testimone di giustizia) e dei dottori Rodolfo  Ruperti e Fabio Zampaglione, a capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia ed intervenuti per sedare la lite al mercato di Vibo Valentia fra Andrea Mantella e Giovanni Mancuso. Il processo riprenderà lunedì prossimo.

Antonio Mancuso
Antonio Mancuso
Gli imputati sono: Giovanni Mancuso (cl. ’40), Antonio Mancuso (cl. ’38), Giuseppe Mancuso (cl. ’77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta”), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.Le accuse, a vario titolo, rivolte agli imputati sono: associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni. (g.b.)

Ndrangheta: "Black money", presentata istanza di rimessione del processo