L'annuncio da parte del boss Panteleone Mancuso, alias Scarpuni, e del nipote Giuseppe. Conferito incarico pure agli altri avvocati per inoltrare l'istanza in Cassazione

Presenteranno istanza di rimessione del processo in Cassazione, motivata con "la presenza di gravi situazioni locali atte a turbare lo svolgimento del dibattimento" quasi tutti gli imputati del processo scaturito dall'operazione antimafia "Black Money" contro il clan Mancuso.

Pantaleone Mancuso

In particolare, collegati in videoconferenza, sono stati gli imputati Panteleone Mancuso, alias "Scarpuni" (difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Calabrese) ed il nipote Giuseppe Mancuso, classe '77, (difeso dall'avvocato Leopoldo Marchese e dall'avvocato Sabatino) ad annunciare di voler formalmente conferire procura speciale ai rispettivi legati per proporre l'istanza di rimessione del processo davanti alla Suprema Corte di Cassazione.

A tale richiesta si sono associati anche altri avvocati, fra cui Giuseppe Di Renzo, Leopoldo Marchese, Michelangelo Miceli, Armando Veneto e Mario Bagnato, difensori degli imputati Giovanni Mancuso, Agostino Papaianni, Gaetano Muscia, Giuseppe Papaianni, Carmela Lopreste, Ottorino Ciccarelli e Damian Fialek.

codice penale

La rimessione del processo. E' un istituto del diritto processuale penale disciplinato dall'articolo 45 del codice di procedura penale il quale recita che: " "in ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di Cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale della Corte d'Appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice designato a norma dell'articolo 11", ovvero dell'articolo che disciplina la competenza territoriale in simili casi. L'istituto della rimessione del processo si pone a garanzia del corretto svolgimento del processo, dell'imparzialità del giudice e della libera attività difensiva delle parti. Si differenzia dalla ricusazione in quanto derogando al principio costituzionale del giudice naturale (quello del locus commissi delicti) e quindi assumendo il connotato dell'eccezionalità, necessita per poter essere eccepito, o rilevato, di gravi situazioni esterne al processo nelle sole ipotesi in cui queste non siano altrimenti eliminabili. Inoltre mentre per la domanda di ricusazione è competente il giudice superiore, per decidere sull'ammissibilità della rimessione la competenza spetta alla sola Cassazione.

Corte di Cassazione

Giovanni Mancuso

La decisione delle difese di sollevare la rimessione del processo nasce da tutto ciò che è scaturito a seguito delle dichiarazioni spontanee, rilasciate nel corso delle precedenti udienze, dell'imputato Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni" (LEGGI QUI: 'Ndrangheta, Pantaleone Mancuso (Scarpuni) si scaglia contro tutti) e soprattutto dalla ricostruzione di tale udienza da parte di alcuni organi di informazione che, a differenza di Zoom24 e di pochi altri, non erano neppure presenti in aula e quando, fra l'altro, la trascrizione del dibattimento neanche era stata ancora effettuata. A seguito del "caso" mediatico, dura era stata la presa di posizione della Camera penale di Vibo Valentia sulla vicenda (LEGGI QUI: Processo ai Mancuso, interviene la Camera Penale: "Ristabilire la verità dei fatti") e, anche se nella successiva udienza alle dichiarazioni di Pantaleone Mancuso era stato direttamente il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri a ridimensionare l'episodio parlando di "normalità processuale in processi di mafia" (LEGGI QUI: Ndrangheta: "Black money", Gratteri a Vibo dopo attacchi del boss Mancuso (VIDEO) ), era poi seguita un'assemblea dei magistrati calabresi, e non solo, convocata nell'aula "Emilio Sacerdote" del vecchio palazzo di giustizia di Vibo Valentia.

Agostino Papaianni

Gaetano Muscia

Accadimenti che gli avvocati degli imputati intendono ora utilizzare per motivare la loro istanza di rimessione del processo per "grave turbamento esterno e legittimo sospetto". L'istanza di rimessione verrà depositata lunedì prossimo. Quindi il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Vincenza Papagno, manderà il tutto alla Corte di Cassazione per la decisione. (g.b.)