E' uno dei casati di 'ndrangheta storici e fra i più potenti in Calabria e non solo. Quella degli Alvaro è una  vera e propria dinastia mafiosa ai più altri livelli dell'intera organizzazione criminale calabrese. La loro ascesa inizia nel 1945 dopo una faida.

Gli Alvaro di Sinopoli (Rc), centro in provincia di Reggio Calabria ai piedi dell'Aspromonte, vengono sostenuti nella faida dalle famiglie Forgione e Violi, tutti schierati contro lo schieramento dei Filleti-De Angelis-Orfeo. Dopo l'omicidio di Giuseppe Filleti, la faida riesplose violentemente nel 1964 e proseguì fino al 1967. Da allora nessuno ha più messo in discussione il potere mafioso degli Alvaro.

SINOPOLI -

Negli anni Settanta, unitamente ad altro ramo della "famiglia" Alvaro residente nel vicino comune di San Procopio, sono coinvolti in diversi sequestri di persona: fra le vittime Saverio Luppino, Francesco De Cicco, Antonino Abenavoli, Rocco Lo Faro, Osvaldo Ferretti, Emanuele Rinciari. Con il denaro proveniente dal riscatto dei sequestrati, gli Alvaro entrarono da protagonisti nel traffico internazionale di droga, stabilendo rapporti e collegamenti anche con l'Australia (Sidney, Canberra ed Adelaide) dove negli anni '60 e '70 sono emigrati diversi componenti della "famiglia" Alvaro divenendo la famiglia mafiosa più potente nella terra dei canguri. Gli Alvaro sono presenti anche a Roma dove di recente gli sono stati sequestrati e confiscati diversi beni fra cui storici bar nel centro della Capitale, mentre diramazioni del clan si trovano anche nel Bolognese, a Milano, Pistoia, Firenze, Torino, Ivrea, Ancona e Latina. In passato, un elemento di spicco del clan Alvaro avrebbe coltivato interessi nel settore turistico anche nel Vibonese nella zona a cavallo dei territori di Parghelia e Zambrone. Lo storico patriarca del clan, Domenico Alvaro, secondo i collaboratori di giustizia Giacomo Lauro e Filippo Barreca, avrebbe inoltre avuto un ruolo decisivo per far siglare la pace fra gli schieramenti dei De Stefano-Tegano-Libri-Latella-Fontana impegnati a Reggio Calabria nella seconda guerra di mafia contro il "cartello" dei Condello-Imerti-Rosmini-Serraino che dal 1985 al 1991 ha lasciato sul campo oltre 700 morti ammazzati.

Giuseppe Alvaro

Negli anni Novanta la cosca si è divisa in due rami: uno guidato da Carmine Alvaro (alias "Carni i cani"), l'altro da Antonio Alvaro (detto "Testazza" o "Cuda longa"). Da sempre il clan Alvaro è alleato all'altro casato mafioso più forte della Calabria: quello dei Piromalli di Gioia Tauro che avrebbe permesso alla cosca di Sinopoli di "entrare" pure negli affari legati alla gestione mafiosa del Porto. Altro storico legame gli Alvaro vantano anche con i clan Tegano e De Stefano di Archi. Il latitante Giuseppe Alvaro, 34 anni, detto "Peppazzo", catturato oggi dalla Squadra Mobile di Vibo, era latitante dal 2007. Era ricercato in quanto coinvolto in un'operazione antimafia della Dda di Reggio Calabria.

g.b.


Ndrangheta: catturato nel Vibonese il latitante Giuseppe Alvaro di Sinopoli