L'Avvocatura generale dello Stato ha notificato alla difesa del presidente il ricorso per la modifica del dispositivo sull'incandidabilità. Confermate in pieno le anticipazioni di Zoom24

L'Avvocatura generale dello Stato per conto del Ministero dell'Interno ha notificato alla difesa del presidente della Provincia di Vibo Valentia Andrea Niglia (avvocato Antonello Fuscà) un ricorso ai giudici della Suprema corte, affinché la Cassazione corregga il dispositivo della sentenza sull'incandidabilità nei confronti di Niglia e degli altri ex amministratori del Comune di Briatico.

Corte di Cassazione

Anche per l'Avvocatura generale dello Stato, quindi, la Cassazione dovrà adeguare il dispositivo della sentenza alle motivazioni della stessa, ravvisando pure il Ministero dell'Interno un palese errore fra le conclusioni della motivazione della sentenza e il dispositivo della sentenza stessa.

Pertanto, anche per l'Avvocatura generale dello Stato e il Viminale, gli atti sull'incandidabilità di Niglia e degli altri amministratori di Briatico vanno rimessi all'esame della Corte d'appello di Catanzaro, che dovrà pronunciarsi nel merito delle contestazioni mosse.

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Da sottolineare che il dispositivo della sentenza della Cassazione non è stato ad oggi mai notificato ad Andrea Niglia proprio per impedire che la Prefettura di Vibo Valentia si trovasse a dover procedere alla sospensione del presidente dell'ente per poi doverlo reintegrare una volta corretto lo stesso dispositivo da parte della Suprema Corte che, si badi bene, si troverà ora a dover adeguare il dispositivo del verdetto alla sua motivazione su ricorso del Ministero dell'Interno prima ancora di quello della difesa di Andrea Niglia. In altre parole, è stato lo stesso Ministero dell'Interno che ha riconosciuto la divergenza fra il dispositivo della sentenza della Suprema Corte e le motivazioni della stessa, chiedendone - autonomamente dall'analogo ricorso presentato da Andrea Niglia attraverso l'avvocato Antonello Fuscà - di correggere l'errore. Il Ministero dell'Interno aveva infatti chiesto alla Cassazione di annullare con rinvio ad una diversa sezione della Corte civile d'Appello di Catanzaro il verdetto di improcedibilità che era stato deciso dai giudici di secondo grado. Richiesta che era stata accolta in pieno dalla Cassazione, salvo poi l'errore nel dispositivo che dichiarava Niglia incandidabile e quindi decaduto. Lo stesso dispositivo che ora il Ministero dell'Interno - rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato - chiede alla Suprema Corte di correggere. Confermate in pieno, dunque, le anticipazioni che erano state date sull'intera vicenda da Zoom24 già all'indomani del verdetto della Cassazione per come è possibile leggere nell'articolo in basso. (g.b.)

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