Sanità, vertice in Prefettura Scura-primari: trovato l'accordo (FOTO)
Medici, commissario e Asp a confronto in una riunione fiume in Utg. Ottenuto il "decretamento" dei posti letto del nuovo nosocomio e qualche apertura su Tropea
Posti letto, nuovo ospedale e dotazione organica. Sono questi i tre punti su cui si sono confrontati in Prefettura i primari dimissionari dell'ospedale di Vibo "Jazzolino", il dg dell'Asp, Angela Caligiuri, e il commissario per l'attuazione del Piano di rientro, Massimo Scura. Una riunione fiume, in cui non sono mancate le polemiche, ma che a conclusione ha portato a qualche risultato. Scura ha infatto mostrato delle aperture rispetto alle necessità palesate dall'Azienda, in merito ai posti letto relativi al nuovo ospedale e alla costruzione dello stesso.
Posti letto e nuovo ospedale. Sono in totale 287 i posti letto, secondo Scura, riconosciuti a Vibo nel decreto numero 30. Circa 80 in più di quelli oggi nelle disponibilità del nosocomio vibonese. "Un dato di fatto", per il commissario inconfutabile, contestato invece nel corso dell'incontro. "Cambia l'ordine degli addendi, ma non il risultato". Questo è quanto ha sostenuto la direzione generale dell'Asp, secondo cui i posti letto sarebbero stati dislocati diversamente tra i vari presidi, di fatto non modificando la struttura di alcune unità operative. "Ad ogni modo - ha detto la Caligiuri - non sono nelle condizioni ad oggi di attivarli così per come previsto dal decreto, perché nell'ospedale, con seri problemi strutturali, non ho lo spazio fisico per organizzarli". Il dirigente dell'Azienda, Francesco Procopio, ha per questo chiesto al commissario nel frattempo di mantenere le cose come stanno in attesa della realizzazione del nuovo ospedale. Anche sul nuovo ospedale l'Asp ha chiesto certezze, dal momento che "nel decreto i posti letto assegnati sono 287". Per il nuovo ospedale, invece, i posti dovranno figurare nella misura di 350, "e non vorrei - ha detto la Caligiuri - trovarmi poi a dover gestire problemi". Da qui la richiesta di decretare, già all'interno del decreto 30, i 350 posti letto del nuovo nosocomio vibonese, "di modo che - ha aggiunto - nessuno possa in futuro mettere in discussione questo dato". Il nuovo ospedale "si deve fare", ha chiosato il dg dell'Asp, che ha inoltre lamentano la sperequazione sanitaria del Vibonese rispetto agli altri territori della Calabria. "Tropea, secondo quanto previsto nel decreto - ha proseguito -, diventa un ospedale da 35 posti letto, inimmaginabile tenerlo in piedi così come pensato". A seguito del confronto, non è escluso che le cose, rispetto al nosocomio costiero, restino come si presentano oggi. Nello sviluppare le soluzioni rispetto ai problemi, il dottore Anastasio ha messo in luce anche le difficoltà vissute allo "Jazzolino" per la carenza di personale, di cui il commissario ha preso atto.
La lettera della "discordia". Invitato dal dg dell'Asp, Scura dopo l'incontro ha raggiunto lo "Jazzolino", per avere contezza della situazione. "La riunione è andata bene - ha detto a margine della stessa -, perché si è parlato in modo franco. Abbiamo inoltre trovato delle soluzioni di carattere normativo e amministrativo su cui possiamo ragionare in una certa maniera in merito ai posti letto, nuovo ospedale e dotazione organica". Ma prima di arrivare a queste conclusioni, non sono mancate polemiche più o meno velate, accuse e rimproveri. Il tutto comunque tenuto sotto controllo dal prefetto Carmelo Casabona, che ha promosso l'incontro - ha detto - con l'idea "di far venire fuori dal dibattito soluzioni e punti di contatto su cui lavorare per la sanità locale". In apertura il commissario ha punto per punto "smontato" la lettera dei primari, definita "di carattere politico" e poco accostabile a delle reali dimissioni d'incarico. A difesa dei primari è intervenuta la Caligiuri, che ha chiesto di non svilire una protesta "legittima e portata avanti a difesa del territorio". Al commissario ha poi controbattuto il primario Domenico Consoli, che con dati alla mano ha posto la problematica dei reparti doppione delle strutture ospedaliere accentratrici della sanità calabrese, in cui - ha detto - "trasferiamo la nostra offerta sanitaria". I medici, tacciati di attaccamento alle poltrone, hanno inoltre esposto la propria condizione lavorativa: "300 ore di lavoro in disponibilità mai pagate e ferie non godute da anni", una condizione illustrata dal medico Michele Soriano. Posizioni contrarie, da un lato e dall'altro, che alla fine si sono fatte convergere per un diritto incontestabile. (red4)
DIRETTA | Vertice in Prefettura. Faccia a faccia tra Scura ed i primari (LEGGI QUI)
