Spesi milioni di euro per un'opera progettata male e non realizzabile. La Procura di Vibo e la Guardia di Finanza fanno "luce" su uno sperpero enorme di denaro pubblico

di GIUSEPPE BAGLIVO

"Provo grande amarezza e grande sconforto nel dover constatare che la pubblica amministrazione nel Vibonese non assolve ai propri compiti e sperpera il denaro pubblico. L'intervento della Procura è purtroppo mirato ad accertare solo responsabilità penali". E' quanto dichiarato dal procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, nel corso della conferenza stampa seguita al sequestro dei beni nei confronti di cinque indagati coinvolti nell'inchiesta, coordinata dal pm Michele Sirgiovanni, sulla mancata realizzazione della Strada del Mare che nelle intenzioni avrebbe dovuto collegare Pizzo Calabro a Rosarno passando lungo la costa vibonese, da Vibo Marina a Nicotera attraversando i territori comunali di Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, ricadi e Joppolo.

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"Ci troviamo quasi sempre le stesse persone indagate - ha spiegato il procuratore Spagnuolo - , ovvero alcuni funzionari e dirigenti della Provincia di Vibo. Non c'è nessun trionfalismo nel dare conto di questa importante attività di indagine che va ad affiancarsi ad altre opere pubbliche finite sotto i riflettori della Procura come la Tangenziale Est di Vibo per la quale sono stati spesi inutilmente milioni di euro senza alcun risultato per i cittadini, il muro del Cancello Rosso della tangenziale ovest per il quale sono stati spesi altri 6 milioni di euro per un'opera che sta cadendo". Il procuratore ha quindi sottolineato che per quanto attiene alla "Strada del Mare" si è in presenza di un "disastro ambientale con la realizzazione di opere inservibili dove addirittura è stato usato l'esplosivo per la galleria di Coccorino e Joppolo nonostante i pareri contrari all'uso della dinamite". Secondo l'inchiesta della Procura, quindi, sono stati spesi inutilmente per la "Strada del Mare" 15 milioni di euro per un'opera tecnicamente irrealizzabile che non sarà mai realizzata, occorrendo invece "altri 15 milioni di euro per ripristinare la situazione preesistente al disastro".

Strada del mare Joppolo

Ma come sono arrivati gli inquirenti a fare luce sulle irregolarità nella costruzione della "Strada del Mare" e a contestare precise ipotesi di reato di rilevanza penale? "Arriviamo alla Strada del Mare - ha spiegato il procuratore - quando esplode il bubbone della Provincia di Vibo Valentia dove non vi è solo un funzionario, la Currò, che si è appropriata di denaro pubblico, ma ci si trova dinanzi ad un vero "vaso di Pandora" da scoperchiare sulla Provincia, come il caso dei fondi ai gruppi consiliari dell'ente o la vicenda Provincia-Eurocoop. Tutti casi in cui sono emersi comportamenti fuori dalle regole con soldi pubblici erogati per lavori mai realizzato e di fatto regalati alle imprese appaltatrici". Una cattiva gestione della cosa pubblica da parte della pubblica amministrazione e della politica che per il procuratore è stata fermata solo dal "commissario Mario Ciclosi quando ha bloccato le nuove erogazioni di denaro. Rattrista - ha concluso il procuratore - dover constatare che gli enti locali nel Vibonese, la Provincia nel caso di specie, funzionano solo quando sono commissariati. Rattrista poi constatare che il sistema viario nel Vibonese è un disastro ed è offensivo per tutta la comunità, che dovrebbe vivere di turismo, e per la stessa dignità di tutti i cittadini". 

Michele Sirgiovanni

Il pubblico ministero Michele Sirgiovanni (foto a lato) che ha condotto e coordinato l'intera attività di indagine delegata agli investigatori della Guardia di Finanza (Nucleo di polizia tributaria di Vibo e Nucleo speciale di polizia valutaria di Reggio Calabria )ha dal canto suo espresso "grande amarezza nel dover constatare che la pubblica amministrazione nel Vibonese paga per fare danni. L'indagine - ha spiegato il sostituto procuratore - è partita grazie alla nostra attività investigativa e non certo dalle segnalazioni interne dei funzionari della Provincia che hanno assistito e tollerato un sistema illegale che andava avanti da anni sulla Strada del Mare, continuando a far lavorare ditte raggiunte da interdittive antimafia, e con reati che in alcuni casi quando li abbiamo scoperti erano ormai già prescritti. Chi doveva denunciare lo stato delle cose, non l'ha mai fatto. Le contestazioni più gravi ed i fatti più eclatanti - ha sottolineato il pm Sirgiovanni - non sono tuttavia ancora caduti in prescrizione. I nostri consulenti tecnici hanno certificato e riscontrato che tutte le opere realizzate per la Strada del Mare non saranno mai utilizzabili e recuperabili e la Strada del Mare, così come progettata, non sarà mai possibile realizzarla, mentre il ripristino geologico di tutte le aree devastate dai lavori costerà a tutta la comunità altri soldi pubblici, minimo altri 15 milioni di euro". Quindi, il pm Michele Sirgiovanni che ha avviato, coordinato e concluso tutte le inchieste sinora aperte sulla Provincia di Vibo Valentia ha assicurato che "ci sono altri filoni investigativi in corso sulla Provincia e presto ci saranno nuovi sviluppi con altri indagati".

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA AL PROCURATORE MARIO SPAGNUOLO

https://www.youtube.com/watch?v=itGzSdj9NyI

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