Omicidio e rapine nel Vibonese: ecco tutte le accuse e la ricostruzione del gip
I dettagli dell'inchiesta nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo, Gabriella Lupoli, su richiesta del pm Concettina Iannazzo
di GIUSEPPE BAGLIVO
Concorso in due rapine aggravate e omicidio volontario. Questi i reati contestati dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, nei confronti di Dorel Varga, 38 anni, e Stela Gyongyi Rezmuves, 37 anni, i quali in concorso fra loro, al fine procurarsi un ingiusto profitto, avrebbero colpito alla nuca con un colpo contundente Giglio Palmo Ciancio, 79 anni, di Pizzoni, sottraendogli poi 800 euro ed il telefono cellulare. Fatti avvenuti a Pizzo, in località "Stazione", fra il 5 ed il 6 agosto scorso. La coppia rumena - che non ha una fissa dimora abitando alternativamente a Rosarno, Nicotera ed altri centri del Vibonese - avrebbe quindi trascinato l'anziano, privo di conoscenza, in mare dove è poi annegato.

Altra contestazione di rapina si riferisce invece ad un episodio accaduto il 18 agosto scorso ed in questo caso la coppia avrebbe agito con un complice ancora da identificare. Vittima delle "attenzioni" del gruppo sarebbe stato L.V., di Vibo Marina che sarebbe stato aggredito alle spalle, colpito con un pugno e con reiterati colpi in diverse parti del corpo. La vittima, dopo aver per questo perso conoscenza,è stata quindi rapinata di 50 euro, quattro anelli in oro ed un girocollo munito di due ciondoli del valore complessivo di circa mille euro.
La gravità indiziaria. Per il gip, l'informativa congiunta dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, della Stazione navale della Guardia di Finanza e della Guardia costiera di Vibo Marina racchiude un faticoso lavoro fatto di intercettazioni, sopralluoghi, analisi tecniche ed autoptiche, rilievi fotografici, visione delle immagini immortalate dagli impianti di videosorveglianza ed infine i riconoscimenti personali da parte delle vittime (L. V.) e di una terza potenziale vittima.

La ricostruzione degli investigatori. Il corpo di Palmo Giglio Ciancio è stato ritrovato in acqua alla Marina di Pizzo con il pantalone girato al rovescio ed appesantito da pietre. Un tentativo da parte dei suoi aggressori, ad avviso del gip e degli investigatori, per cercare di simulare un suicidio da parte dell'anziano. Secondo le risultanze investigative, il pensionato dopo alcuni contatti telefonici ed una colazione consumata alle ore 9 in un un bar di Pizzoni la mattina del 5 agosto scorso, si sarebbe incontrato con la donna rumena nei pressi dell'ospedale di Vibo Valentia per poi raggiungere insieme Pizzo. L'acquisizione delle immagini delle telecamere da parte dei carabinieri ha poi "immortalato" il passaggio della vittima a bordo della sua motoape in compagnia della donna rumena sia a Vibo che a Pizzo, mentre l'analisi dei tabulati telefonici si è rivelata di fondamentale importanza investigativa in quanto ha permesso di individuare tutti i contatti prodromici all'appuntamento rivelatosi fatale.

L'errore della coppia. I tabulati telefonici hanno inoltre permesso ai carabinieri di capire e ricostruire tutti gli spostamenti del pensionato risalendo pure agli utilizzatori della sua scheda telefonica una volta rubatogli il telefonino. La coppia rumena avrebbe infatti commesso "l'errore" di utilizzare la scheda telefonica del telefonino della vittima in altri telefoni, "manovra" che ha permesso agli inquirenti di individuare i telefonini utilizzatori della sim del pensionato scomparso ed uccido. Sono stati così riscontrati e ricostruiti pure altri contatti fra la coppia rumena ed altre vittime.

La "rapina" a L.V. di Vibo Marina. Era il 18 agosto scorso quando i familiari di L.V. ne denunciavano ai carabinieri di Vibo Marina la scomparsa. Era quindi il fratello di L.V. ad informare il giorno dopo che i carabinieri in ordine al ritrovamento del congiunto, nei pressi della Stazione di Vibo Marina, "in uno stato di semi coscienza". La vittima era dovuta ricorrere alle cure dell'ospedale di Vibo. Sentito dai carabinieri, L.V. dichiarava quindi ai militari dell'Arma di essere stato aggredito "da due uomini e da una donna", con quest'ultima che l'aveva invitato ad appartarsi con lui "al di là dei binari ferroviari". Qui ad attendere la vittima vi sarebbero stati però due uomini, i quali con la complicità della donna, l'avrebbero aggredito lasciando a terra privo di sensi e derubandolo. Anche in questo caso si è rivelata fondamentale per la ricostruzione degli avvenimenti l'analisi dei tabulati telefonici. E' stato poi mostrato a L.V. il video che ritraeva la donna con il pensionato Palmo Giglio Ciancio e la vittima ha riconosciuto "senza alcun dubbio" la rumena con cui si era accompagnato nei pressi della Stazione.
La terza potenziale vittima. Gli inquirenti sono riusciti infine ad identificare anche una terza potenziale vittima della donna rumena, ovvero un anziano residente a Messina che sentito dai carabinieri ha riconosciuto in Stela Gyongyi Rezmuves la sedicente "Veronica" che in piazza Cairoli a Messina l'avrebbe avvicinato chiedendogli sodi in cambio di prestazioni sessuali.

Il gip. Il giudice per le indagini preliminari, valutata quindi la richiesta del pm Concettina Iannazzo che ha coordinato le indagini degli investigatori, ha quindi disposto k'arreston in carcere per la coppia, ravvisando il pericolo di fuga e la possibile reiterazione dei reati.
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