Catanzaro design week, cala il sipario sulla prima edizione

Facebooktwittergoogle_plusmail

 Atto finale per la quattro giorni che ha animato il centro storico. Conferito il premio Guglielmo Papaleo a Federica Di Pietro

È calato il sipario sulla prima edizione della Catanzaro Design Week. Atto finale della quattro giorni che ha animato il centro storico della città e pensata per promuovere il design e la cultura del progetto, è stata la cerimonia per il conferimento della borsa di ricerca del valore di mille euro, intitolata all’imprenditore calabrese Guglielmo Papaleo e messa in palio dall’azienda Guglielmo, leader nel settore della produzione del caffè.
Il premio è stato assegnato da Matteo Tubertini, responsabile del mercato estero dell’azienda e Beatrice Volpi, responsabile della pubblicità e del marketing, alla giovane designer Federica Di Pietro per il progetto “Assaggio”, un set di coltelli la degustazione dei formaggi. Questo “si completa con un tagliere in pietra serena – come si legge nella scheda tecnica di presentazione – che può essere raffreddata prima dell’utilizzo, adatta come tutte le superfici fredde al servizio delle paste casearie, ed un tagliere in legno di ulivo per il taglio dei formaggi. Tutte le lame sono realizzate in acciaio ad alto tenore di carbonio e l’impugnatura in legno wengé. Questo prodotto si inserisce nello scenario dell’artigianato artistico dei “ferri taglienti” con nuove modalità di approccio e di coinvolgimento dell’utilizzatore che diventa protagonista della sua esperienza gustativa costruita anche grazie agli oggetti che gli permettono di arricchirla da un punto di vista sensoriale ed emozionale.

Il giudizio. Secondo la giuria composta dagli ospiti della kermesse Leonardo Sonnoli (graphic designer), Giorgio Caporaso (architetto e designer), Carlo Colombo (architetto e designer), Emilio Leo (architetto, chairman e creative director del Lanificio Leo) e dal direttore del Museo Marca, Rocco Guglielmo, “il progetto ha fornito un oggetto formalmente compiuto e con un chiaro rapporto interpretativo del processo di produzione, lasciando intravedere la capacità in futuro di orientare un nuovo linguaggio per l’azienda Coltelleria Saladini, una delle eccellenze dell’alto artigianato artistico italiano, che ha già puntato sul prodotto”. In un clima di sana competizione in cui ha trovato spazio l’estro creativo dei 25 partecipanti, è stata Carlotta Di Cerbo ad aggiudicarsi la menzione di merito per un lavoro che colpisce per l’originalità e per la miscellanea di elementi estrapolati dalla tradizione con quelli di nuova sperimentazione. Reinterpretando il concetto di gioiello, inteso non come oggetto prezioso ma come dettaglio unico realizzato con elementi di ri-uso quotidiano, il risultato è costituito da accessori che possono articolarsi in forme diverse, talvolta permettendo di cambiare la propria lunghezza o l’abbinamento cromatico, sostituendo letteralmente alcune parti che lo compongono. Con le sue realizzazioni – secondo la commissione giudicante – la designer ha “risemantizzato un prodotto tipico del territorio richiamando la lavorazione della corda di Marcianise. E ancora nella motivazione si legge: “Si auspica che partendo da un approccio ready made in futuro si irrobustisca maggiormente il rapporto tra processo produttivo e prodotto configurando meglio la parte di collezione, racconto e produzione” . La designer è stata omaggiata con una creazione dell’orafo Francesco Anfosso.
Grande la soddisfazione espressa dai rappresentati dell’azienda Guglielmo, nei loro brevi e intensi interventi durante la serata svoltasi nel chiostro del San Giovanni, per aver riposto fiducia nel progetto, unico nel suo genere, dei due architetti Giuseppe Anania e Domenico Garofalo, quando ancora era solo “una bozza su un foglio di carta”.

Potrebbero interessarti

ospedale_vibo_nuovo Nuovo ospedale di Vibo, Bevilacqua sui colpevoli di ritardi “richiama” all’azione
Armi, droga e furto, week- end di arresti per la Volante di Catanzaro
Promozione-girone-B PROMOZIONE GIRONE B | Risultati e classifica: giornata amara per le vibonesi