Blitz antidroga a Cosenza, sgominata banda dello spaccio nel centro storico: 9 arresti
Due persone sono finite in carcere, 7 agli arresti domiciliari, di cui uno con braccialetto elettronico, e per altre 4 persone è stato disposto l'obbligo di dimora. Indagate altre persone, tra cui una donna. Questo il bilancio dell'operazione antidroga effettuata oggi a Cosenza dalla polizia, che ha colpito un gruppo di pusher operanti nel centro storico. Le indagini sono partite dopo il decesso per overdose di una donna straniera e dal ritrovamento di quantitativi di droga dello stesso tipo di quello che aveva provocato la sua morte, in possesso di uno spacciatore gia' noto. I due filoni iniziali dell'inchiesta sono stati poi uniti, visti gli evidenti punti di contatto.
L'overdose. L’indagine è partita nell’agosto del 2016 dopo una perquisizione effettuata nel quartiere popolare di via Popilia presso l’abitazione di un soggetto conosciuto per dei precedenti in materia di stupefacenti e durante la quale oltre a dell’eroina venne ritrovato anche del materiale per il confezionamento e del denaro in contanti. Un secondo filone partì dalla morte per overdose di una donna straniera, avvenuto nel dicembre successivo in Via Rivocati. Dopo il ritrovamento dello stesso stupefacente che aveva causato il decesso della donna, avvenuto durante la perquisizione nei confronti del soggetto noto, scattò subito l’indagine nei suoi confronti.Entrambe le investigazioni vennero poi riunite avendo riscontrato degli elementi di “contatto” tra queste: grazie alle diverse intercettazioni telefoniche, ambientali, alle perquisizioni e ai conseguenti sequestri, si sarebbe così fatta luce sull’esistenza di un gruppo di persone, locali e con precedenti specifici, che di fatto avrebbero rifornito di droga la cittadina bruzia ed il suo hinterland.
Il modus operandi. Molti gli episodi di spaccio effettivamente individuati dalla Squadra Mobile che, con degli appostamenti e dei pedinamenti, in diverse circostanze sono riusciti ad intervenire tempestivamente sequestrando diverse dosi singole di droga. In più occasioni sono state anche acquisite le dichiarazioni degli acquirenti e degli assuntori che avrebbero “certificato” il quadro di prove a carico degli indagati. Le cessioni, poi, avveniva in maggior parte nelle abitazioni degli spacciatori o per le vie cittadine con degli incontri “lampo” fissati per telefono e con un linguaggio fortemente criptico. Le investigazioni avrebbero permesso di raccogliere numerosi elementi di responsabilità penale nonostante gli indagati, in alcune circostanze, anche a seguito dei riscontri effettuati precedentemente, cambiassero completamente le loro modalità operative e anche le schede telefoniche.A rendere più complessa l’attività, poi, la particolare conformità dei luoghi dove anche il semplice accesso o passaggio con autovetture di servizio provocava l’immediata sospensione di qualsiasi attività.
I nomi degli indagati. In carcere sono finiti Stefano Salerno, 33 anni, e Amedeo Mazzocca, 39 anni. Arresti domiciliari per Domenico Salerno, 55 anni, Alessandro Furfaro, 30 anni, Fausto Vezzoni, 38 anni, Antonio Belsito, 55 anni, Marco Ariello, 41 anni, e Francesco Mazzei, 24 anni. Domiciliari e braccialetto elettronico per Alessandro Morrone, 30 anni. Divieto di dimora nel Comune di residenza, invece, per Francesco Vencia, 44 anni, Filippo Meduri, 38 anni, Maria Pileria Capuano, 36 anni, e Ottavio Bevilacqua, 28 anni-
