Operazione "Swipe", denunciati 15 "furbetti": spesa e sport durante l'orario di lavoro
All'esito delle indagini condotte dalla Sezione investigativa del Commissariato di pubblica sicurezza di Gioia Tauro, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi diretta dal procuratore Ottavio Sferlazza - il personale della Polizia di Stato, con il supporto di colleghi della Squadra mobile di Reggio Calabria, dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Siderno e Palmi e del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, ha dato esecuzione ad una Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Palmi, a carico di 15 persone residenti nella provincia di Reggio Calabria.
Dipendenti assenteisti. I 15 indagati, tutti dipendenti dell'Arsac (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese - Area 6, Sezione di Gioia Tauro) sono accusati di essersi assentati dal servizio, o di non essersi proprio presentati in servizio, attestando falsamente la loro presenza sul posto di lavoro attraverso la "strisciata" (in inglese, "to swipe" che ha ispirato la denominazione dell'operazione) di badge da parte di altri colleghi sul lettore dell'apposita macchina obliteratrice, inducendo così il predetto Ente in errore circa l'effettività della presenza in servizio degli indagati.
Spesa e sport durante l'orario di lavoro. Le indagini si sono avvalse di attività tecniche di intercettazione e video-ripresa a carico dei dipendenti degli Uffici regionali dell'Arsac, abbinate all'effettuazione di accurati servizi di osservazione e pedinamento effettuati nei confronti dei dipendenti che, in orario di ufficio, si allontanavano dal posto di lavoro per compiere le più disparate attività personali: dalla spesa nei supermercati a lunghe passeggiate e soste in locali pubblici, alle pratiche sportive.
Un dipendente timbrava per tutti. Il sistema utilizzato dagli odierni destinatari delle misure cautelari era semplice e collaudato: incaricare, a turno, uno o più dipendenti affinchè "strisciassero" ("swipe") anche il badge degli altri sodali-colleghi sul lettore digitale collocato all'ingresso degli uffici, in ciò attestandone falsamente la presenza sul luogo di lavoro, e con ciò realizzando i reati contestati ed, in uno, percependo indebitamente e fraudolentemente le corrisponenti somme di danaro.
L'elenco degli indagati. Risultano indagati: A.C., di anni 58, di Sinopoli; C.A.,di anni 59, di Palmi; C.G.,di anni 65, di Gioia Tauro; C.V.,di anni 56, di Palmi; C.P. di anni 54, di Rizziconi; C.D.E., di anni 30, di Rizziconi; C.F.,di anni 62, di Rizziconi; C.F., di anni 50, di Rizziconi; C.D., di anni 63, di Rizziconi; D.M.L., di anni 66, di Molochio; G.G., di anni 67, di Reggio Calabria; L.G., di anni 46, di Rizziconi; S.A., di anni 43, di San Giorgio Morgeto; V.G.,di anni 57, di Sinopoli; V.L., di anni 60, di Cittanova.
In cinque ai domiciliari. A carico degli indagati C.F., di anni 62, C.F. di anni 50, C.D.E., L.G., e C.V. è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. A carico degli altri 10 indagati è stata applicata la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È stato, inoltre, disposto dal Gip il sequestro preventivo per equivalente delle somme indebitamente percepite - circa 12mila euro complessivi - quali giornate di lavoro risultanti, ma, di fatto, non effettuate per l'adozione dell'accertato sistema fraudolento di impiego dei badge individuali.
