"Ama con la vita", la testimonianza di don Giosy Cento alla Fondazione di Natuzza
Va’ e anche tu fa’ lo stesso-Ama e dillo con la vita! E’ stato questo il tema dell’ultimo incontro con i giovani che si è tenuto domenica scorsa a Paravati nella Fondazione di Mamma Natuzza.
A dare il via alla giornata è stato padre Michele Cordiano, il quale ha ricordato che Maria chiama l’uomo a mettersi sotto la potenza misericordiosa di Gesù: è la Madonna dell’Aiuto, cioè colei che ci ottiene l’aiuto di Cristo facendosi intercessione tra la potenza salvatrice di Dio e l’Uomo. Fa da mediatrice, nella posizione di madre consapevole, conoscendo i bisogni dei suoi figli e invita il Figlio, attraverso la sua potenza salvifica, a soccorrere l’umanità ancora oggi presa dalle indigenze, dalle sofferenze, dalle privazioni. Nell’intercessione di Maria si sviluppa tutta la speciale protezione che ella ha verso il genere umano, si fa educatrice del popolo cristiano educandolo alla sequela di Cristo.
E’ seguita poi la forte testimonianza del sacerdote-cantautore don Giosy Cento giunto a Paravati con alcuni gruppi pugliesi e calabresi appartenenti all’associazione da lui stesso fondata a favore dei genitori che hanno perso un figlio.
"L’uomo oggi – ha detto don Giosy – vive tante contraddizioni. È necessario soffermarsi sul vero significato dell’esistenza, capire che Dio incessantemente ci ama e ci ricorda: Io sono il vostro vero amore, l’amore eterno, il centro della vostra vita. Io sono in ogni vostro respiro.La società odierna ci dice piuttosto che si è stupidi ad essere buoni, disponibili, generosi, ad essere seguaci di Cristo. Bisogna invece ritornare alla semplicità di Dio come l’ha incarnata Mamma Natuzza, semplice ed obbediente al Signore, in tutta la sua vita, perché ciascuno è amato da Dio e quindi ha l’obbligo di produrre amore".
Don Giosy ha poi parlato di Mamma Natuzza che ha fatto vivere l’amore di Dio portando la semplicità del Padre nelle nostre vite, ma soprattutto - ha detto - "ci ha insegnato che il Signore è amore e misericordia. La felicità dell’uomo sta nell’allargare le dimensioni della propria vita attraverso l’amore e papa Francesco ci suggerisce una parola fondamentale: inclusione".
"Chi maggiormente ha vissuto questa parola – ha proseguito - è stata proprio Mamma Natuzza che nella sua vita non ha mai escluso nessuno, accogliendo chiunque si fosse rivolto a lei. È stata una samaritana, che ha condiviso le sofferenze degli altri, fermandosi vicino ad ogni persona provata dal dolore. Come il buon samaritano è riuscita a guardare nel profondo di chi le si avvicinava, osservandolo con gli occhi del cuore, con gli occhi dell’amore, facendosi vicina agli altri con grandezza d’animo, così come coloro i quali per prima si sentono amati da Dio. Solo così si può dare amore agli altri. E in questo scambio d’amore la delicatezza è fondamentale. Nell’amore non deve vincere l’istinto, la brutalità, l’uomo non deve farsi infatuare dall’erotismo, dal sesso. Deve essere nostra maestra la delicatezza, avvicinarci al fratello con rispetto, senza invaderlo".
