Nel frattempo la compagnia aerea ha sospeso la cancellazione dei voli prevista a partire dalla prossima settimana. Appesi ad un filo circa 50 lavoratori

Il destino dello scalo di Reggio Calabria sarà affrontato questo pomeriggio a Roma. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, riceverà nella capitale il presidente della regione, Mario Oliverio, e presumibilmente già in tarda serata si saprà qualcosa in più sul destino dei circa 50 lavoratori che svolgono le attività di assistenza di terra ai voli Alitalia. Nel frattempo la compagnia aerea ha congelato la cancellazione dei voli prevista a partire dalla settimana prossima e già comunicata al presidente della Provincia di Reggio Calabria. Gli amministratori di Alitalia avrebbero addotto come motivazione dell'abbandono dello scalo reggino quella finanziaria, parlando di una perdita del valore di due milioni di euro per uno scalo che al momento non è gestito da nessuna società dopo il fallimento della Sogas. Infatti, gli stessi servizi di assistenza sono gestiti dalla compagnia aerea.

Reazioni. Intanto si moltiplicano le reazioni del mondo politico. "Mentre un'intera provincia resta col fiato sospeso, mentre 50 famiglie attendono con ansia di sapere quale sarà il loro futuro, il governatore della Calabria Mario Oliverio e il sindaco di Reggio Falcomatà si trincerano dietro un silenzio insopportabile, di fatto tenendo all'oscuro i cittadini circa il destino dell'aeroporto dello Stretto". È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni. "Notizie di stampa – continua – riferiscono di un incontro imminente tra Oliverio e il ministro dei Trasporti Delrio al fine di trovare una soluzione che convinca Alitalia a non andare via dal “Tito Minniti”. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, dal momento che solo pochi giorni fa il governatore ha disertato un importante vertice con l'ex compagnia di bandiera per motivi rimasti ancora imprecisati. Allo stesso tempo – prosegue la parlamentare –, preoccupa e non poco l'atteggiamento del sindaco Falcomatà dienifederica_500rispetto a una questione decisiva per la città che amministra. Quali strategie ha per mantenere in vita l'aeroporto? Cosa sta facendo per Sogas? Che tipo di intervento ha in mente per dissuadere Alitalia dal proposito di dire addio allo scalo? I cittadini di Reggio, al momento, non ancora hanno avuto il privilegio di conoscere le idee del loro primo cittadino, che sembra più interessato a inaugurare parchi giochi piuttosto che a trovare una via d'uscita per la più importante infrastruttura dello Stretto". Dieni aggiunge: «In mezzo a questi silenzi complici, i reggini e i dipendenti di Sogas e Alitalia sono costretti a subire le paternali del presidente della Provincia Raffa, che continua a puntare il dito contro i suoi avversari politici malgrado sia stato lui, negli ultimi cinque anni, a fare il bello ma soprattutto il cattivo tempo nel “Tito Minniti”. È arrivato il momento di dire basta: i responsabili di questo sfascio devono subito riferire le loro reali intenzioni e la verità sul caso Alitalia, senza fare ricorso ai soliti giochetti politici che, finora, hanno avuto il solo esito di portare l'aeroporto al fallimento".

Forza Italia. "Dum Romaeconsulitur, Saguntum expugnatur". Il richiamo a Tito Livio, sul destino incombente, calza, purtroppo, in maniera efficace per le sorti dell'aeroporto Tito Minniti". Lo afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò. "Le preannunciate decisioni di Alitalia di abbandonare lo scalo reggino, a pochissimo tempo dall'approvazione del piano regionale dei trasporti – afferma Nicolò - ha scombussolato il centrosinistra calabrese che, Oliverio in testa (così parrebbe dalle notizie di cronaca..), è a Roma per chiedere lumi al ministro Delrio dopo sonnacchiosi nicolo alessandroperiodi e rassicuranti dichiarazioni, autori, primi fra tutti, i consiglieri di centrosinistra della provincia di Reggio Calabria. Colti di sorpresa? O non tenuti in conto? Lo vedremo da qui a qualche giorno. L'aeroporto della Città Metropolitana – prosegue Nicolò – denuncia da tempo una situazione insostenibile dal punto di vista dei costi finanziari e della capacità di varare un vero piano industriale in grado di sostenerne il rilancio. Da parte mia non vi è alcuna intenzione di giustificare le responsabilità di chi ha condotto il 'Tito Minniti' in queste condizioni, ma non si può neppure tacere, altrimenti si diventa complici di disegni che guardano altrove, e l'aeroporto non può chiudere a causa dell'inanità del governo regionale di centrosinistra e del sindaco della Città Metropolitana".

Calabria in rete. “L’intenzione di Alitalia di lasciare l’aeroporto di Reggio Calabria è per i cittadini quasi un’istigazione alla ribellione. Stiamo vedendo cose, negli ultimi tempi, sul piano delle infrastrutture aeroportuali, che noi umani non potevano immaginare”. Lo asserisce la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco che chiede: “Si vuole sculco-floraportare a compimento la missione, ormai tutt’altro che impossibile, di isolare due milioni di cittadini dal resto del Paese e dell’Europa?” Conclude la consigliera regionale: “Se non è realistico pensare che c’è chi in Calabria vuole sperimentare la possibilità di fare sviluppo prescindendo dalle infrastrutture, si faccia di tutto, e in fretta, per fermare un’idea pazza che può solo danneggiare l’area metropolitana, la Calabria nel suo insieme e la credibilità delle istituzioni”.