Un Consiglio comunale che avrebbe dovuto tracciare la rotta per il futuro di Sant'Onofrio si è trasformato, secondo il consigliere di minoranza Giuseppe Alibrandi, nella definitiva certificazione dell’immobilismo amministrativo di Sant’Onofrio. La seduta del 10 marzo, chiamata all’approvazione di atti fondamentali come il Piano triennale delle opere pubbliche, il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di previsione, ha messo a nudo, per l'opposizione, una maggioranza priva di idee e responsabilità politica.

Il fulcro della critica di Alibrandi risiede nell’insostenibile discrepanza tra gli annunci e la realtà. «In cinque anni — ha denunciato il consigliere — l’amministrazione non è riuscita a inaugurare neppure un’opera pubblica completata». L’elenco delle incompiute è emblematico: la piazza principale, chiusa da oltre due anni per lavori da 1,2 milioni di euro, è diventata il simbolo di una gestione deficitaria, tra mattonelle divelte e ritardi cronici. Stessa sorte per il cimitero, abbandonato a se stesso, e il Cenacolo, dove i lavori risultano bloccati nel silenzio generale. Anche la gestione dei fondi per la rete idrica appare, secondo la minoranza, un fallimento: due lotti eseguiti con gravi criticità e un terzo mai partito. Alla richiesta di spiegazioni, il sindaco risponde puntualmente scaricando le colpe sulle imprese, una giustificazione che per Alibrandi denota solo l’incapacità di governare i processi.

Durante la seduta è emerso anche un grave problema di trasparenza. La consultazione degli atti è diventata un’impresa titanica: il 4 marzo sono stati pubblicati oltre 100 atti tra determine e bandi, gran parte dei quali inaccessibili a causa di malfunzionamenti tecnici. «Un episodio gravissimo che solleva dubbi sulla legittimità dell’attività amministrativa», ha sottolineato Alibrandi. Il quadro è aggravato dall'instabilità degli uffici, con un continuo avvicendamento di figure tecniche che genera rallentamenti burocratici e incertezza, mentre le promesse sui concorsi pubblici, attesi da anni, continuano a essere rimandate.

Il DUP, cuore della programmazione politica, è stato bocciato perché privo di contenuti strategici. «Si limita a un elenco di cifre senza indicare obiettivi, politiche sociali o progetti per il territorio», ha spiegato Alibrandi. Per l’opposizione, l’attuale amministrazione vive alla giornata, priva di una visione a 360 gradi che includa innovazione, sviluppo economico e qualità della vita. «Amministrare significa governare il territorio, non solo rincorrere finanziamenti lasciando poi i cantieri nel degrado», ha aggiunto, citando le perdite idriche diffuse e l'aumento delle bollette come prova del distacco tra palazzo e cittadini.

L’intervento di Alibrandi si è concluso con un forte richiamo alla cittadinanza. Il consigliere ha invitato la comunità di Sant’Onofrio a uscire da un silenzio che sembra rassegnazione. «Serve una presa di coscienza collettiva, una comunità più esigente che pretenda trasparenza e competenza». L’opposizione, pur ribadendo di non voler strumentalizzare il proprio ruolo, mette in guardia: «il futuro del paese non può continuare a essere condizionato da un sistema di gestione che, dopo anni di promesse, ha lasciato in eredità solo inefficienza e stasi».