Dinanzi al Tribunale di Cosenza (presidente Carmen Ciarcia, giudici a latere Urania Granata e Francesco Luigi Branda), nuova udienza del troncone “cosentino” del processo scaturito dall’operazione denominata “Rinascita Scott” e che vede tra gli imputati gli ex consiglieri regionali Nicola Adamo e Pietro Giamborino e Filippo Valia, nipote di Giamborino. L’accusa nei loro confronti è di traffico di influenze illecite perché, in concorso, avrebbero cercato di influenzare una causa davanti al Tar riguardante l’aggiudicazione di alcuni lavori di messa in sicurezza nel vibonese.

A processo, inoltre, c’è anche l'imprenditore Giuseppe Capizzi.

Secondo l’accusa, Giamborino, attivato dall’imprenditore e dal nipote, avrebbe interpellato Nicola Adamo affinché intercedesse con un giudice del Tar. In cambio ad Adamo sarebbero stati promessi 50mila euro.

La Dda di Catanzaro, rappresentata dal pubblico ministero Annamaria Frustaci, ha chiesto al collegio di ascoltare gli ultimi testi residui della pubblica accusa, tra cui gli operanti di pg che nel 2004 avevano riportato un incontro tra Giamborino e altri esponenti della criminalità organizzata vibonese, le difese non hanno prestato il consenso e anche la presidente Ciarcia ha ritenuto non necessario procedere con l’escussione dei testimoni, rinviando per requisitoria e discussione. La la sentenza di primo grado potrebbe arrivare ad inizio febbraio 2024.