Sgomento e indignazione a Pescara per un episodio di discriminazione che ha coinvolto una donna non vedente. Arrivata in città in treno da Bologna, la donna si è vista negare la corsa da un tassista che si è rifiutato di far salire a bordo il suo cane guida, violando così la normativa italiana.

La vicenda si è svolta all'esterno della stazione ferroviaria, dove la donna di origini portoghesi, residente in Emilia-Romagna, aveva chiesto un taxi per raggiungere Montesilvano. Di fronte al netto rifiuto del tassista, "Niente cani sul mio taxi", la donna si è rivolta agli agenti della Polfer, che dopo un vano tentativo di mediazione hanno dovuto farle trovare un'altra corsa e segnalare l'episodio alla polizia municipale.
La legge italiana, in particolare la n. 37 del 1974, tutela esplicitamente il diritto delle persone non vedenti di viaggiare con il proprio cane guida su tutti i mezzi pubblici, inclusi i taxi. La violazione di questa norma comporta una sanzione pecuniaria che va da 500 a 2.500 euro. A livello disciplinare, in alcuni casi analoghi, le autorità locali hanno applicato anche la sospensione temporanea della licenza. L'episodio di Pescara, che ha riacceso il dibattito sull'inclusione e l'accessibilità, è ora al vaglio della polizia municipale per l'eventuale sanzione.