Vibo, l’opposizione attacca: «Rimpasto della disperazione»
La minoranza consiliare contro il sindaco Romeo dopo i cambi in Giunta

«Non un rilancio, ma l’estremo tentativo di sopravvivenza di una maggioranza in crisi profonda». È un giudizio senza appello quello espresso dai gruppi di opposizione consiliare di Vibo Valentia sul recente rimpasto di Giunta deciso dal sindaco Enzo Romeo, definito apertamente «il rimpasto della disperazione».
Secondo Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro (Noi Moderati) e Identità Territoriale, dopo appena diciotto mesi l’amministrazione avrebbe «alzato bandiera bianca, certificando il fallimento del progetto politico della “Vibo Vera”, oggi ridotto a un manifesto elettorale sbiadito».
Nel comunicato, l’opposizione accusa il Partito Democratico di aver «smarrito ogni bussola valoriale», trasformando la gestione della cosa pubblica in una «politica dei posti al sole, dove la competenza viene sacrificata sull’altare della fedeltà di corrente». Un messaggio, sostengono i consiglieri di minoranza, «raggelante per la città: non conta quanto vali, ma chi ti sponsorizza politicamente».
Particolarmente dura la presa di posizione sul cambio alla Pubblica istruzione. «Assistiamo attoniti allo schiaffo inferto al mondo della scuola con il defenestramento della professoressa Vania Continanza, una professionista che vive quotidianamente la realtà dell’istruzione, sacrificata per meri giochi di scacchi utili solo a compensare equilibri interni».
Nel mirino anche il settore Bilancio, con l’uscita della docente universitaria Pina Puntillo. «Si manda via una figura tecnica di alto livello – affermano – per fare spazio a Ketty De Luca, certamente una brava professionista, ma priva di esperienza specifica in materia finanziaria e nel settore del commercio, finora colpevolmente abbandonato». Da qui le domande retoriche dell’opposizione: «Qual è stato il criterio di scelta? Come può una neofita sostituire un docente universitario?».
Il comunicato chiama in causa anche il consigliere regionale Ernesto Alecci: «È incredibile che un politico navigato permetta a un gruppo ristretto di persone di logorare e distruggere l’amministrazione comunale con dinamiche maldestre che stanno producendo un danno gravissimo alla comunità».
Non mancano riferimenti alle tensioni interne alla maggioranza e ai recenti movimenti politici: dal «finto rifiuto» di incarichi fino al «sacrificio politico di figure competenti», come Laura Pugliese, e all’ingresso in Consiglio di Antonella Petracca, già critica verso la Giunta che oggi sostiene.
«Questo rimpasto – concludono i gruppi di opposizione – non è un segnale di forza ma il certificato di morte di una visione politica. Il sindaco ha preferito tenere buoni i fedelissimi sacrificando le menti migliori della sua squadra, mentre la città affonda nei problemi quotidiani».
