Domani sera, alle 18:15 in un luogo ancora segreto, andrà in scena il reading di Ernesto Orrico "La mia idea - Memorie di Joe Zangara" con l'accompagnamento musicale di Massimo Garritano. Chi è Giuseppe “Joe” Zangara? Un emigrante insoddisfatto della sua vita, un freddo assassino, un anarchico un po’ naif, un insolito comunista, un lucido protagonista del suo tempo o un uomo solo e disperato? Il suo “delitto contro lo Stato” viene punito con un “delitto di Stato”, a 33 anni viene fulminato sulla sedia elettrica, il 20 marzo del 1933. Il testo presentato nel reading “La mia idea” prende liberamente spunto dal memoriale che lo stesso Zangara scrive pochi giorni prima di essere giustiziato nel penitenziario di Raiford in Florida. Era ossessionato dai potenti e credeva che l'unico modo, per i poveri, di riprendersi la propria vita fosse quello di uccidere i capitalisti, i re e i presidenti. Un racconto in prima persona della vita di questo piccolo emigrante calabrese che, attentando alla vita del presidente degli Stati Uniti Franklyn Delano Roosvelt, avrebbe potuto modificare il corso della storia. La narrazione di questa vicenda è parte di uno studio teatrale che ho avviato da qualche anno, un percorso di indagine sulle tante storie dell’emigrazione italiana in America, che pur nelle loro singole specificità, rivelano impressionanti somiglianze con quelle di migrazioni che attraversano la nostra contemporaneità.