Autismo, Tar condanna il Comune di Vibo Valentia per inadempienza
Il Comune di Vibo Valentia è stato condannato dal Tar Calabria-al pagamento di 3mila euro di risarcimento danni nei confronti di due genitori (più spese giudiziarie), in quanto si è reso inadempiente nella predisposizione e realizzazione di un Progetto di Vita richiesto- ai sensi dell'art. 14 della Legge nazionale 328/2000 e dell'art. 6 della Legge Regionale 23/2003- per un minore con disturbo dello spettro autistico.
"Si tratta di nostro figlio, Giovanni Paolo, che oggi ha 10 anni e mezzo e del quale siamo orgogliosamente genitori- spiegano Enrico Mignolo e Gabriella Antonaci-. E siamo orgogliosi anche del suo autismo, condizione esistenziale che necessita di un supporto per lo sviluppo e per la partecipazione vera, concreta e produttiva nella vita sociale del contesto della sua città".
Il Tribunale Amministrativo, su ricorso proposto contro l'inadempienza e il silenzio del Comune di Vibo Valentia, ha rimarcato il comportamento censurabile dell'Ente che, per oltre 2 anni e mezzo, ha sistematicamente rinviato alle responsabilità esclusiva di altri enti (Regione, Scuole e Asp) ciò che invece è un su obbligo di legge, tanto che per i giudici "non è dato rinvenire la sussistenza di elementi di sorta tali da inverare un errore scusabile che possa escludere la responsabilità dell'Amministrazione". Il Tar ha specificato definitivamente quanto chiara sia la normativa nel sistema dei supporti delle disabilità, a partire dalla Convenzione Onu dei Diritti delle Persone con Disabilità fino ai dettagli del contenuto e dell'iter di gestione del progetto di vita individuale; adempimenti e principi, questi, tutti palesemente violati dal Comune di Vibo Valentia.
"Un percorso durato oltre 2 anni e mezzo-spiegano Mignolo e Antonaci, rappresentati dall'avvocato Felicia Cutuli- durante siamo stati impegnati in un continuo botta e risposta con il Settore Politiche Sociali del Comune di Vibo Valentia. Dopo che il Comune, nel corso dei 2 anni passati, si era reso inadempiente, il Dirigente delle Politiche Sociali ha avviato finalmente il procedimento amministrativo per la predisposizione del Progetto di Vita a marzo 2021, fissandone il termine a maggio 2021, senza poi concluderlo. Silenzio perpetrato anche dal segretario generale del Comune che, in sostituzione, è stato adito per provvedere e gestire il procedimento di predisposizione e realizzazione del Progetto di Vita. Anche in questo caso l'amministrazione è stata completamente silente, confermando di fatto l'iniziale negazione di dover provvedere alla predisposizione del progetto, così come era stato fatto via pec da un dipendente del settore Politiche Sociali del Comune il 13 settembre 2019".
"Oggi, a 913 giorni dalla richiesta iniziale- affermano i due genitori- il Tar ha finalmente stabilito l'esclusiva responsabilità del Comune provvedere all'organizzazione della rete di servizi a supporto delle disabilità e degli autismi. E lo ha fatto snocciolando i dettagli di ciò che gli uffici dovrebbero già fare, dovrebbero già saper fare, confermando interamente quello che la stessa famiglia di Giovanni Paolo ha sempre indicato, anche con il supporto dell'associazione di cui fa parte. La violazione della carta universale dei diritti di una persona con disabilità è un fatto grave per un Ente Locale deputato al compito. La sentenza odierna fa storia nel comune e fa giurisprudenza perchè sia chiaro che, indipendentemente dalle caratteristiche esistenziali (disabilità comprese), il sistema dei supporti alla persona va soddisfatto, se è avanzata apposita richiesta da una persona con disabilità. E soprattutto se è un minore. La sentenza interessa ovviamente anche la posizione della competente Asp di Vibo Valentia che, anch'essa, è rimasta completamente silente nel corso degli anni".
"C'è anche un dato politico, non di poco conto, che deve far riflettere - evidenziano-. Proprio negli ultimi 2 anni e mezzo si sono avvicendati ben 3 assessori alle Politiche Sociali (ed altrettanti presidenti di Commissione Consiliare competente), tutti sempre a conoscenza e direttamente coinvolti a provvedere con atti di indirizzo politico che dessero modo a ben altri 20 Progetti di Vita per Persone con Disabilità (quasi tutti minori) di essere predisposti, avviati e gestiti dagli uffici (e tutti con cospicui fondi regionali che periodicamente arrivano nelle casse del Comune capofila d'Ambito territoriale, anche con questa finalità, per la gestione operativa prevista dai Piani di Zona). Allo stesso modo, il fatto che nella Giunta ci sia una delega specifica per l'Autismo, avrebbe dovuto fare la differenza. Ma così non è stato".
