Il grido di allarme è stato raccolto e veicolato dall'Osservatorio civico Città attiva di Vibo. Il sodalizio rappresentato dagli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo denuncia un altro disservizio sanitario, rendendo noto il contenuto di una lettera firmata da un paziente sconcertato per quanto avvenuto.
 'Voglio segnalarvi un disservizio causato dalla malasanità presso l'ospedale di Vibo Valentia e di cui io assieme ad altri pazienti ne pagheremo le conseguenze. E' da oltre 14 anni che mi è stata diagnosticata una mielodisplasia, tumore del midollo che non produce globuli rossi a sufficienza, è una malattia rara per cui non esiste alcuna terapia farmacologica, l'unica terapia Salvavita è l'emotrasfusione. Da oltre 10 anni - spiega il paziente nella lettera pubblicata sulla pagina Facebook dell'Osservatorio civico Città attiva di Vibo - sono soggetto a continue trasfusioni di sangue che consentono di aumentare il valore dell'emoglobina il cui valore basso mi provoca astenia, confusione, affaticamento. Da 6-7 anni le trasfusioni mi vengono praticate presso la divisione di medicina generale dell'ospedale di VV, in DH ... La periodicità della prestazione è di una, due sacche a settimana. Questa settimana era in programma sabato prossimo, ma l'altro ieri mi contatta la sig.ra ..per informarmi che il servizio viene sospeso fino a nuove disposizioni e di rivolgermi per il servizio presso le strutture ospedaliere di Reggio, Lamezia o Catanzaro. Una persona come me ed altri pazienti che hanno anche problemi a deambulare vengono sbattuti in altri ospedali molto più lontani delle loro residenze come degli oggetti, senza alcuna considerazione del loro stato patologico senza una plausibile spiegazione. Chiedo un Vs. Pronto interessamento a tale disservizio per il ripristino immediato a tutela della salute dei malati. Fiducioso, in attesa di Vs. Riscontro ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.'
"C'è poco da aggiungere ad una segnalazione di questo tipo, perchè sono parole che spezzano il cuore, che descrivono oltre alla sofferenza, l'umiliazione che i malati della Provincia di Vibo sono costretti a subire, adesso, ancora più di prima. Con amarezza, commentiamo che se ancora non si è toccato il fondo, ormai ci siamo vicinissimi", commentano dall'Osservatorio civico Città attiva di Vibo.
"Raccogliamo l'accorato appello del signore che si è rivolto all'Osservatorio Civico Città Attiva, riponendo in noi la sua fiducia, e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, affinché il servizio venga immediatamente ripristinato. Davanti allo sfacelo della sanità vibonese a cui stiamo assistendo in questi giorni, alla luce anche della disperazione che sta assalendo i cittadini del nostro territorio, e dopo aver contattato per telefono questo gentile signore (di cui preferiamo non pubblicare il nome), il quale ci ha riferito che domani sarà costretto a farsi accompagnare dal figlio a Reggio 'per elemosinare una trasfusione di sangue', ci viene spontaneo rivolgere innanzitutto una preghiera a Chi tutto può: 'Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno'!
La filosofia non si può fare sulla pelle dei cittadini vibonesi, e la gestione della sanità non può essere affidata a chi con freddi calcoli ragionieristici pensa di poter risolvere i problemi con la politica dei tagli, inoltre ogni scelta va accuratamente ponderata, prima di attuarla, valutando bene le conseguenze che essa comporta, perché l'abbiamo visto con quello che è successo a San Giovanni in Fiore, che si può pagare a caro prezzo l'inefficienza del servizio sanitario. Non consentiremo che questo territorio venga ulteriormente penalizzato, e come abbiamo già annunciato, siamo pronti a denunciare in Procura, ogni servizio che verrà depotenziato o soppresso, in maniera tale che ognuno sia obbligato ad assumersi le responsabilità delle proprie scelte, le cui conseguenze ricadono inevitabilmente sui diritti dei cittadini vibonesi, che hanno già subìto troppo in tutti questi anni", concludono gli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo.