Coronavirus, il giorno più "bello" dall'inizio della pandemia: record di guariti in Calabria
La giornata migliore da quando l'emergenza è arrivata anche in Calabria. E' una data da cerchiare in rosso questa del 20 aprile 2020. Il bollettino della Regione Calabria è un segnale di speranza che invita all'ottimismo e fa intravedere la luce in fondo al tunnel: zero decessi e diciannove guariti tutti in un giorno. Se non è un boom e comunque un record. In 9 hanno battuto il Covid-19 a Crotone, altri 8 hanno sconfitto il "mostro" a Reggio e, tutti insieme, vanno ad unirsi ai due pazienti lombardi curati, guariti e dimessi a Catanzaro proprio nelle scorse ore. Complessivamente a Cosenza sono 33 i guariti, a Reggio 36 a Catanzaro 38, a Crotone 18 guariti, a Vibo 10.
Tre soli nuovi casi. Le 19 guarigioni delle ultime 24 ore coincidono con il basso numero di contagi registrati: appena tre (due in provincia di Reggio Calabria e uno in quello di Cosenza. Pochi tamponi? Non proprio visto che le persone sottoposte ai test sono stati 613 e ciò significa che solo lo 0.4% è risultato positivo. Al contrario il 99,6% ha tirato un sospiro di sollievo. La situazione in Calabria è dunque sotto controllo ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia e continuare a monitorare alcuni "focolai": Montebello Jonico nel Reggino, San Lucido, Torano e Rogliano nel Cosentino; Chiaravalle nel Catanzarese, Fabrizia nel Vibonese, Cutro nel Crotonese.
Il numero dei positivi accertati in Calabria è di 1.038 persone su 22.847 tamponi complessivamente effettuati dall’inizio dell’epidemia. La percentuale dei positivi sui controllati scende ancora al 4,5% ed è di gran lunga la più bassa d’Italia.
Virus sempre meno aggressivo. Calano di giorno in giorno i ricoverati negli ospedali calabresi. Dai 170 di una settimana fa si è sceso ai 140. Si liberano posti pure nelle terapie intensive con appena sette pazienti ancora intubati. La maggior parte dei malati di Coronavirus è tuttavia in isolamento domiciliare. Complessivamente sono 681 quelli sorvegliati attivamente dai Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali.

