Il popolo di Natuzza riabbraccia la sua "Mamma": invasione di fedeli a Paravati
Tra fede e misticismo, la Villa della Gioia celebra il 39° anniversario della Fondazione: migliaia di pellegrini per il rito della Festa della Mamma
C’è un filo invisibile, ma d’acciaio, che lega la Calabria profonda al cuore di migliaia di fedeli sparsi per il mondo. È il filo della memoria e della devozione per Natuzza Evolo, la mistica di Paravati che oggi, 10 maggio 2026, torna a essere il baricentro di un’umanità in cammino. La frazione di Mileto si è svegliata all’alba per trasformarsi, ancora una volta, in un santuario a cielo aperto.
Tutto ebbe inizio il 13 maggio 1987. Quello che allora sembrava solo il desiderio di una donna umile, oggi è una realtà monumentale: l'Associazione (poi Fondazione) "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime". Natuzza la chiamava la sua "sesta figlia", nata sotto l’egida del mese mariano e con il benestare dell’allora vescovo Cortese.
Oggi, a quasi quarant'anni da quel primo passo, la Villa della Gioia non è più solo un progetto architettonico, ma il porto sicuro di chi cerca conforto.
I cancelli della Villa si sono spalancati alle 8:00, accogliendo un flusso ininterrotto di pullman e auto. Il programma della giornata segue un rituale solenne e collaudato: alle ore 10:30 il momento più emozionante, con la processione dell’effigie della Vergine. La statua, che riproduce fedelmente le visioni mistiche di Fortunata Evolo, attraverserà la spianata tra ali di folla.Una volta giunti sul sagrato della "Grande Chiesa", le migliaia di presenti reciteranno all'unisono la preghiera scritta personalmente da Natuzza. A seguire, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Attilio Nostro, cuore pulsante di un evento che fonde l'istituzionalità della Chiesa con la devozione popolare più pura.
Per garantire il raccoglimento, il Santuario rimarrà chiuso durante la funzione, ma la Fondazione ha previsto due eccezioni fondamentali: la Cappella delle Confessioni (attiva dalle 9 alle 12) e, soprattutto, la tomba di Natuzza, meta di un pellegrinaggio silenzioso che durerà per l'intera giornata.
A colorare il sagrato ci saranno, come sempre, gli stendardi dei Cenacoli di Preghiera. Queste "cellule di fede", nate in ogni angolo del globo su ispirazione della mistica, rappresentano l'eredità più viva di Natuzza. Per loro, trovarsi a Paravati oggi non è solo un atto di presenza, ma un rinnovo di quella promessa fatta alla "mamma" di tutti i sofferenti.
Mentre la liturgia prosegue, tra i presenti aleggia lo stesso desiderio di ogni anno, espresso in sussurri e preghiere silenziose: quello di vedere presto riconosciuta ufficialmente la santità di quella donna che, con semplicità, ha cambiato la storia spirituale di questa terra.
