Mobilità extraregionale, confermata dal CdS la sospensiva per "Bianchi-Melacrino-Morelli"
Gli infermieri presenti nella graduatoria del 2009 denunciano: "A breve impugneremo la determina propedeutica all'indizione del concorsone".
E’ stata rigettata dal Consiglio di Stato con un’ordinanza emessa lo scorso 14 gennaio l’impugnazione disposta dall’Azienda Ospedaliera "Bianchi-Melacrino-Morelli" della sospensiva imposta dal Tar di Reggio Calabria. Insomma il Tribunale amministrativo vuole vederci chiaro sulle procedure di mobilità extraregionale bandite dall’ospedale reggino per reclutare fuori dalla Calabria dieci unità di personale infermieristico da inserire in organico. La strada si prospetta dunque in discesa per gli assistiti dall’avvocato Antonello Sdanganelli del foro di Lamezia, che avevano proposto ricorso al Tar di Reggio Calabria segnalando sin da subito la palese antieconomicità delle procedure di selezione mediante mobilità regionale e interregionale tra aziende ed enti del comparto sanità. I ricorrenti, infermieri idonei della graduatoria pubblicata dall’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” nel 2009, hanno infatti da sempre sostenuto la priorità di chi avendo sostenuto un concorso pubblico, è in attesa da oltre sei anni di essere assunto.
Sentenza di merito. E’ stata fissata al prossimo 24 febbraio la sentenza di merito che dovrà discutere della richiesta di annullamento delle procedure di mobilità extraregionale bandite dall’Ao di Reggio Calabria proposta da un gruppo di infermieri. Ed è difatti questa una delle ragioni addotte dalla terza sezione del Consiglio di Stato per motivare il rigetto dell’impugnazione della sospensiva. “Ritenuto che la questione controversa – si legge nell’ordinanza - richiede l’approfondimento proprio della sede di merito e che l’udienza pubblica è stata fissata a breve; ritenuto, quindi, che non sussiste il pregiudizio grave ed irreparabile, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione terza) respinge l’appello confermando la misura cautelare disposta in primo grado”.
Impugnazione del concorsone. A breve sarà inoltre impugnata la determinazione con cui l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” procede all’indizione del concorso pubblico per il reclutamento di 300 operatori sociosanitari e altrettanti infermieri professionali. L’avvocato Sdanganelli ha infatti assicurato che i relativi atti saranno completati nel giro di qualche giorno mentre gli infermieri della graduatoria si dicono determinati ad andare fino in fondo. La motivazione alla base dell’impugnazione è sempre la medesima: l’impossibilità per l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di bandire un nuovo concorso disponendo di graduatorie tuttora valide da cui reperire personale infermieristico. “Ci sentiamo esausti e traditi – è quanto sostengono gli infermieri – Il commissario aveva promesso 100 assunzioni entro il 31 dicembre 2015 ma l’impegno è stato disatteso. Ora non ci bastano più le parole vogliamo nero su bianco un decreto per 140 assunzioni della graduatoria del 2009”.
