«Nella notte tra il 16 e il 17 giugno scorso, una barca a vela con turisti francesi ha assistito a una scena drammatica a circa 120 miglia dalle coste calabresi: un’imbarcazione carica di migranti, molti dei quali bambini, alla deriva in condizioni disperate. Dei 76 migranti partiti con speranza una settimana prima da Bodrum, in Turchia, solo 12 sono stati ritrovati vivi su quel relitto. Queste persone, spinte dal sogno di una vita migliore, sono diventate vittime di un viaggio segnato da promesse infrante e dalla tragica realtà di una morte silenziosa».

Questa tragedia, nota come il “naufragio di Roccella Jonica”, è stata commentata da "Democratiche Calabria" in una nota: «Nuovi dettagli emersi nelle ultime ore mostrano una situazione ancor più grave di quanto inizialmente saputo e che il segretario regionale Irto aveva prontamente evidenziato».

«I soccorsi sono stati caotici e frammentati, i corpi delle vittime trasportati di notte tra porti lontani, rendendo difficile per i familiari ottenere chiarezza e notizie.
La stampa ha faticato a seguire gli sviluppi a causa di questa gestione oscura, e i superstiti sono stati ricoverati in ospedali sparsi, senza un coordinamento efficace che consentisse ai parenti di stare vicini ai propri cari. Nonostante la gravità della situazione, né il Governo né le istituzioni regionali hanno espresso cordoglio o offerto un riconoscimento pubblico per l’accaduto, avvolgendo la vicenda in un silenzio inaccettabile», hanno scritto.

Oggi, le Democratiche Calabria chiedono con forza trasparenza e rispetto per le vite perse e per i familiari delle vittime. «Le nuove rivelazioni gettano un’ombra ancor più cupa sulla gestione della tragedia: perché si è scelto di agire con così tanta segretezza? È inaccettabile che in un Paese democratico si tenti di nascondere una tragedia umana di tale portata, come se la memoria collettiva potesse essere cancellata e l’opinione pubblica mantenuta nell’ombra. È inaccettabile il trattamento subito da questa povera gente», hanno detto.

«Il Governo Meloni e il Governo Occhiuto devono assumersi la piena responsabilità delle scelte fatte in quei giorni. La mancanza di un messaggio pubblico, il trasferimento notturno delle salme, l’assenza di informazioni adeguate per i familiari: ogni elemento solleva domande che non possono più restare senza risposta.  Davanti a tragedie come questa, il silenzio è una forma di complicità.  È urgente che sia fatta piena luce sui fatti e che alle famiglie, ai sopravvissuti e all’intero Paese venga garantita la verità», hanno concluso.