I "Democratici e riformisti per Vibo" tirano per la giacca Romeo: «Non siamo semplici comparse»
"I processi democratici che spontaneamente, naturalmente, avvengono nella vita della nostra città e che portano alla formazione democratica di nuove soggettività, riteniamo che siano fisiologici in una società civile, in una società democratica sana. Il fermento della vita democratica è il segnale di una città, o di una parte di essa, viva e che non si rassegna ad un quadro politico statico, fatto sempre dagli stessi attori ed a cui i vibonesi sono abituati ormai da parecchi anni. Se e quando subentrano elementi di novità nella vita politica di una città, non si dovrebbe essere né tristi né arrabbiati, semmai incuriositi da questi segnali di vitalità democratica che costituiscono una novità in una città abituata agli stessi scenari ed agli stessi attori ormai da troppo tempo".
Questo è il prologo del richiamo che Alessandra Grimaldi, capogruppo in Consiglio comunale di Democratici e riformisti per Vibo, rivolge a pezzi della maggioranza consiliare.
"Bisognerebbe essere disposti ad ascoltarne le ragioni offrendosi ad un confronto, che in questo caso dovrebbe essere agevole, per l’evidente affinità di questo gruppo che si nutre della presenza di componenti mossi dallo spirito dello stesso programma elettorale concordato con il sindaco, e con cui quindi dovrebbe essere naturale fisiologico, spontaneo ed agevole il dialogo per la costruzione di ponti e non di muri. Tuttavia - prosegue - abbiamo riscontrato, al contrario, atteggiamenti di forte chiusura da parte di alcuni pezzi di maggioranza che pensano di governare le dinamiche politiche, non mediante l’utilizzo degli strumenti democratici del confronto e del rispetto reciproco, ma attraverso editti e liste di proscrizione che anziché favorire il dialogo non fanno altro che condizionarla al punto di farle alzare muri divisivi incomprensibili sul piano politico. Prendiamo le distanze da questo modo di interpretare la politica ed i ruoli; un metodo che compromette la più ampia partecipazione possibile nell’adozione di scelte politico-amministrative forti ed il più largamente possibile condivise e condivisibili. Un metodo che non può appartenere all’Enzo Romeo che abbiamo conosciuto prima, durante e dopo la campagna elettorale ed al quale facciamo appello affinché si ripristini la vita democratica all’interno di una maggioranza in cui ogni gruppo abbia reciproca dignità in attuazione delle regole democratiche certe che ci siamo dati sin dall’inizio e che non può, sindaco, sacrificare per assecondare singole posizioni di parte che sembra abbiano come unico obiettivo la difesa delle poltrone piuttosto che lo sviluppo di sani rapporti democratici su cui costruire le scelte per il futuro di questa città".
Infine la chiosa, con un invito rivolto al primo cittadino. "Invitiamo, dunque, il Sindaco a intervenire per limitare le azioni e le posizioni divisive che possono solo pregiudicare il percorso di crescita comune, che ci siamo prefissati all’inizio di questa esperienza insieme, e non può essere, secondo noi, compromesso da chi ci vorrebbe, con metodi autocratici, obbligatoriamente relegarci al ruolo di semplici comparse", conclude il capogruppo di Democratici e riformisti per Vibo.
