Vibo si mobilita, Libera, sindacati, scuole e associazioni scendono in piazza
E’ quasi tutto pronto. E, come vedremo in seguito, le adesioni sono importanti. E numerose.
Vibo Valentia si mobilita e per mercoledì 13 dicembre, con concentramento alle ore 17 e 30 presso Piazza San Leoluca, sono stati promossi un corteo silenzioso e la costituzione di un presidio permanente per la pace nella città di Vibo e – hanno fatto sapere i promotori - in ogni altra comunità locale che vorrà condividere la mobilitazione.
Hanno sottoscritto e promosso l’iniziativa Libera Vibo Valentia, l’Anpi Vibo Valentia, la Cgil Area vasta CZ-KR-VV, la UIL Catanzaro-Vibo, Legambiente, il Codacons, l’Arci Caccia e Pesca, il Csv Calabria Centro, l’Archeoclub d’Italia, il comitato scolastico Diritti umani del Liceo Capialbi, Pro Loco Acquaro e Briatico. E ancora: ProCiv Augustus, l’Associazione per i diritti degli anziani di Pizzo, l’Aicons Vibo, l’Aido di Briatico, l’Associazione Terza età attiva per la solidarietà di Vibo, l’Artigian Famiglia di Pizzo, l’associazione Pro Fondazione Antonino Murmura, Agrìa, Agrodolce, la comunità Marocchina Vibo Valentia, l’associazione “Insieme per il bene comune”, Attivamente Coinvolte APS, il Banco Alimentare, il centro Culturale e Solidarietà “Don Milani” di Filadelfia, il centro di solidarietà Don Mottola di Tropea, il comitato promotore della Fondazione Giovanni Puccio. Hanno condiviso l’appello, infine, anche Coriss cooperative riunite socio sanitarie di Limbadi, Federconsumatori Calabria, Forum Terzo Settore Vibo Ets Valentia, l’osservatorio Civico Città Attiva Vibo Valentia e Vibo Resistenti.
«La riapertura del conflitto israelo-palestinese, con la sproporzionata reazione militare di Israele ai danni della Striscia di Gaza, in risposta al criminale attacco terroristico di Hamas, con la morte e il ferimento di migliaia di civili inermi, in gran parte donne e bambini, è solo l’ultimo, in ordine di tempo, dei tanti conflitti che insanguinano il nostro pianeta e che non possono più lasciarci indifferenti. Ci raggiunge il grido di dolore dei popoli che, in violazione di qualsiasi diritto internazionale, sono sottoposti ad ogni tipo di violenza, dai ferimenti, alle uccisioni, alle deportazioni, e dei bambini e delle bambine che sono privati di un futuro.
Sono in corso, in diversi continenti, delle vere e proprie carneficine, con un uso smodato di armamenti la cui produzione ha raggiunto un livello mai visto prima. Scontri armati che sono tasselli, sempre più fitti, di quella guerra mondiale a pezzi di cui parla ogni giorno Papa Francesco e che sta confluendo sempre più verso un drammatico conflitto planetario.
Condanniamo ogni efferato eccidio, l’uso della violenza come mezzo di risoluzione delle controversie ed ogni politica di “vendetta”, incompatibile con la vita civile e democratica dei popoli e dei paesi», fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa.
«Le associazioni vibonesi che operano ogni giorno per custodire e coltivare principi, valori e pratiche di solidarietà, inclusione, difesa dei beni comuni, sono a denunciare l'orrore e a proclamare pubblicamente lo sdegno per le carneficine che si consumano quotidianamente in ogni angolo del mondo ed a mobilitarsi, in modo permanente, per chiedere con forza il cessate a fuoco a Gaza, in Ucraina e in ogni altro conflitto, immediati interventi umanitari, la liberazione immediata di prigionieri, ostaggi e deportati, giustizia e pace in Israele-Palestina, due popoli e due Stati. È tempo di uscire dal nostro silenzio, uniamoci insieme, scendiamo in piazza, con un’unica bandiera, l’Arcobaleno della Pace».
