Mentre la Calabria si interroga su un aumento preoccupante del numero complessivo di sinistri stradali, la provincia di Vibo Valentia emerge come il territorio più resiliente e sicuro della regione. Secondo l'ultimo rapporto Istat sui dati del 2024, il Vibonese non solo registra il minor numero di incidenti in assoluto, ma segna un miglioramento netto e significativo sul fronte della mortalità.

Il "modello" Vibo: vittime dimezzate

I numeri parlano chiaro: nel corso del 2024, a Vibo Valentia e provincia si sono verificati 219 incidenti, con un bilancio di 5 vittime e 331 feriti. Il dato più rilevante riguarda il calo dei decessi: rispetto all'anno precedente, le vittime sono scese di 4 unità (quasi il 50% in meno).

Questo exploit positivo si riflette sull'indice di mortalità (il rapporto tra decessi e numero di incidenti), che a Vibo è letteralmente crollato, passando dal 4,5 al 2,3. Si tratta del decremento più marcato di tutta la Calabria, posizionando la provincia come l'area dove lo scontro stradale ha meno probabilità di rivelarsi fatale.

Il confronto regionale: Calabria a due velocità

Se Vibo sorride, il resto della regione presenta un quadro a tinte fosche. Nonostante un calo generale delle vittime in Calabria (-11,9% rispetto al 2023), aumentano sensibilmente i sinistri totali (+9,4%) e i feriti (+7,5%).

Ecco la classifica provinciale per volume di incidenti:

  • Cosenza: 1.027 incidenti (37 vittime)
  • Reggio Calabria: 923 incidenti (19 vittime)
  • Catanzaro: 617 incidenti (26 vittime)
  • Crotone: 321 incidenti (9 vittime)
  • Vibo Valentia: 219 incidenti (5 vittime)

Costi sociali e criticità: la sfida delle strade provinciali

Il costo sociale dell’incidentalità in Calabria ha raggiunto la cifra monstre di 426 milioni di euro, pari a circa 232 euro per ogni cittadino.

Nonostante il miglioramento di Vibo, le arterie regionali restano pericolose. Se il 60% degli incidenti avviene nei centri urbani (soprattutto a causa di distrazione, mancata precedenza e velocità), i sinistri più cruenti si verificano sulle strade provinciali, dove gli indici di gravità rimangono altissimi. Resta alta l'allerta anche sulle grandi direttrici come la SS106 Ionica, la SS18 Tirrenica e l'Autostrada A2, quest'ultima interessata da un aumento di incidenti del 21,6%.

Le ore buie e i giovani a rischio

Il report evidenzia infine che le fasce orarie più pericolose sono quelle notturne, con picchi di mortalità tra le 2:00 e le 3:00 e tra le 5:00 e le 6:00 del mattino. La fascia d'età più colpita resta quella dei giovani tra i 15 e i 29 anni, confermando la necessità di continuare a investire in prevenzione e sicurezza stradale, seguendo il trend positivo che ha caratterizzato l'ultimo anno del territorio vibonese.