La Dia torna nel mirino di Gratteri: "Va sciolta, risparmieremmo milioni di euro"
Non ha mai cambiato idea il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri sulla Direzione investigativa antimafia. E le sue intenzioni le ha ribadite anche a Matteo Salvini: "Al ministro dell'Interno - ha riferito il magistrato durante un confronto pubblico cui ha preso parte anche il presidente del Copasir Lorenzo Guerini - l'ho detto l'ultima volta a Ferragosto: sciolga la Dia e faccia rientrare nei corpi d'appartenenza i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri". Solo così, secondo il capo della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro si potrà dare impulso ad inchieste che rischiano di impantanarsi per la mancanza di investigatori. "Risparmieremmo milioni di euro - ha aggiunto Gratteri - utilizzati per pagare gli stipendi dei dirigenti e mantenere in vita le loro auto. Queste risorse potrebbero essere utilizzate per pagare gli straordinari alla polizia giudiziaria".
Quanto al nuovo corso inaugurato alla Procura di Catanzaro, il magistrato ricorda le tante persone dietro la porta del suo ufficio per denunciare: "I calabresi non sono omertosi, - ha sottolineato Gratteri - ma non sanno con chi parlare".
Poi, sulle due Dda ha chiosato: "Viviamo un momento unico" perchè a capo "ci sono persone perbene, credibili, capaci di dare risposte".
