Elezioni provinciali, tensione nel Pd a Vibo: dalla città capoluogo veto su Barilaro
Resa dei conti imminente all’interno del Partito democratico. L’implosione delle correnti rimaste in vita dopo la Caporetto delle elezioni politiche potrebbe essere ormai ad un passo. Sulla scelta del candidato alla presidenza della Provincia, ancora poco o nulla di ufficiale si è fatto. Ma nel chiuso delle stanze si sta consumando un vero e proprio scontro all’arma bianca. A farne le spese, a quanto pare, il sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro, colui che fino a qualche giorno addietro sembrava il principale indiziato per guidare la compagine dem alle consultazioni del prossimo 31 ottobre. Ebbene, da quanto si apprende, la candidatura di Barilaro sarebbe praticamente saltata. Decisivo, a quanto pare, il veto posto da alcuni amministratori ed in particolar modo dal gruppo dirigente della città capoluogo. Un no deciso, ribadito al diretto interessato, inducendolo a ritornare sui propri passi e a non esprimere una sua eventuale candidatura. D’altronde, Barilaro sa bene che, nell’ottica del voto ponderato, i consensi dei sei eletti dem di palazzo “Luigi Razza”, cui se ne potrebbe aggiungere qualche altro, avrebbero un peso decisivo nell’ambito della consultazione. Senza quei consensi ci sarebbe poco o nulla da fare. Chiunque andrebbe incontro ad una sconfitta certa con il centrodestra.
style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">
Le ragioni del disco rosso al sindaco di Acquaro non sono ancora ben note, ma certamente risentono dell’aria pesante che da mesi si respira all’interno del Partito democratico. Senza Barilaro – a meno di clamorosi ripensamenti da parte del diretto interessato -i dem avranno serie difficoltà a costruire una compagine competitiva onde evitare di alzare bandiera bianca con largo anticipo sulla Provincia. Tra i nomi che circolano, c’è quello del sindaco di Cessaniti Francesco Mazzeo, sebbene tutto resti da definire. E come spesso è accaduto in passato, il Pd ce la sta mettendo tutta per farsi male da solo, mettendo i personalismi dinanzi alle esigenze del partito.
Voci non proprio di corridoio sussurrano, infatti, che la tensione si taglia ormai a fette. La cartina di tornasole è costituita dalle distanze sempre più accentuate negli ultimi mesi tra l’ex parlamentare Bruno Censore, ormai antioliveriano, e il suo ex delfino Michelangelo Mirabello che, invece, ha deciso di proseguire per la propria strada mantenendo il dialogo con il presidente della Regione. Si dice che tra i due i rapporti non siano più idilliaci come un tempo, anche se rispetto a Barilaro, pure sulle posizioni del presidente della Regione, l’ex parlamentare serrese sarebbe stato pronto a convergere, con la testa rivolta alle prossime elezioni regionali. Ma proprio i suoi uomini dalla città capoluogo avrebbero risposto picche in modo chiaro e netto, nonostante le lunghe trattative notturne e i tentativi di convincimento non siano ancora concluse. I pontieri, infatti, continuano a lavorare per dirimere uno scontro che potrebbe far affondare anzitempo la barca già malmessa del Partito democratico.
