Comune Vibo, il gettone di presenza diventa quasi un...vitalizio: giunta e consiglio costano oltre mezzo milione
Quando il gettone di presenza viene interpretato come uno stipendio, il rischio è che qualcuno possa pensare che si tratti di un...”vitalizio”. Di conseguenza, nessuno o quasi intende più rinunciarci. Perchè quell'entrata -scrive oggi la Gazzetta del Sud - per quanto risibile, aiuta e come a tirare avanti in un periodo di crisi profonda. Ma a quanto ammonta il gettone di presenza? Ebbene, nell'arco di un mese ciascun consigliere può arrivare a toccare massimo quota 929 euro. Cifra che diminuisce progressivamente, per via dell'applicazione delle aliquote fiscali, per chi già è dipendente o riceve un assegno mensile. C'è da dire tuttavia che proprio quelle mille euro scarse che vengono garantite ai consiglieri dopo un certo numero di sedute stanno verosimilmente dando una mano al sindaco a tenere in piedi la propria amministrazione. Inutile nascondere, a giudicare pure dalle dichiarazioni dei redditi di alcuni degli eletti, che ci sono soggetti a cui quell'indennità fa comodo e parecchio...Ovviamente per conseguire l'obiettivo di ottenere il massimo della cifra consentita non basta presenziare ai Consigli comunali, ma è fondamentale il...lavoro nelle commissioni. Talvolta basta aprire una seduta, registrare qualcosa a verbale, fare proposte che albergano nel campo del vago e nell'indefinito, per beccarsi il gettone.
style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">
E salta sotto gli occhi di tutti come le presenze siano maggiori, in proporzione, fino al raggiungimento del tetto che consente di accedere al “bonus” utile a togliersi qualche rata del mutuo.
Ci sono dei consiglieri che, oggettivamente, alle commissioni non mancano mai. Veri e propri stakanovisti. Sono sempre lì, più che altro, a scaldare la sedia perchè di proposte, ordini del giorno, interrogazioni, semplici sollecitazioni, raramente ne arrivano al tavolo della presidenza. L'unica garanzia è, a fine mese, la liquidazione delle spettanze.
Non bisogna, però, fare di tutta l'erba un fascio. C'è anche chi non è così costante, partecipa meno alle commissioni e più ai consigli comunali e percepisce di gettone solo poche centinaia di euro mensili. Ma sono eccezioni in un Aula sempre più piegata su se stessa.
Peraltro, dalla dipendenza dei consiglieri dal gettone di presenza, per i quali il Comune sborsa mediamente intorno ai 20mila euro al mese, superando abbondantemente la soglia dei 200mila euro annui, cui vanno aggiunti, stipendi e indennità del sindaco e della giunta e, da non trascurare mai, i rimborsi spesa.
Il primo cittadino incassa circa 4000 euro al mese, intorno a 50mila euro annui, gli assessori percepiscono poco più di 2300 euro mensili, circa 30mila euro annui. Il vicesindaco arriva a toccare, infine, a sfiorare quota 40mila euro nell'arco dell'anno solare.
Numeri che tutti insieme spiegano quali siano i costi della politica: consiglio e giunta costano oltre mezzo milione di euro alla comunità, considerata anche la retribuzione del capo dell'assemblea cittadina.
E da tutto questo è evidente dove risiedano le ragioni della strenua sopravvivenza dell'amministrazione che, nonostante le critiche di molti consiglieri, riesce a mantenersi comunque a galla. Sedici voti sicuri in Aula non costituiscono una maggioranza per il primo cittadino, la coalizione di governo non è in grado nemmeno di eleggere il presidente del Consiglio, il principale azionista di maggioranza, il senatore Giuseppe Mangialavori, sollecita un cambio di passo, ma tra gli eletti nessuno è disposto a fare un passo indietro. E il gioco delle parti che sistematicamente viene messo in atto consente al primo cittadino di vivacchiare. Gioco che Costa sfrutta alla perfezione: d'altronde sa che nessuno vuole andare a casa perchè significherebbe per molti – ancora in cerca di occupazione – rinunciare al proprio unico introito.
