Cinque colpi di pistola esplosi contro un garage e un'auto nel silenzio di una serata pre-natalizia. Un atto che la Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo definisce di "gravità estrema" e che oggi, 6 gennaio 2026, torna a interrogare profondamente la coscienza civile della città. L'intimidazione subita da Antonio Iannello, Presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, non è solo un attacco alla sfera privata di un amministratore, ma una ferita aperta nel cuore delle istituzioni locali.

Per il sindacato, l'episodio non può essere derubricato a semplice fatto di cronaca nera. Secondo il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, ci troviamo di fronte a un segnale inquietante che riporta Vibo indietro nel tempo. «Quando si spara contro la casa di un rappresentante eletto — afferma Scalese — si tenta di intimidire una funzione pubblica e di condizionare la vita di una comunità». Il rischio, sottolinea il sindacato, è che la paura generi silenzio, indebolendo la partecipazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Sebbene il lavoro di magistratura e forze dell'ordine sia considerato fondamentale, la Cgil sposta l'accento sulla necessità di una reazione sociale e culturale. La sicurezza, nelle parole di Scalese, non è un concetto che riguarda solo le divise, ma è strettamente legato alla qualità del tessuto civile. «Dove attecchiscono paura e silenzio, si indeboliscono il confronto e la democrazia. È indispensabile che tutte le forze sane della città facciano sentire una presenza forte e visibile».

La ricetta della Cgil per contrastare l'illegalità e la prepotenza passa attraverso il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini. L'impegno del sindacato è quello di stare accanto a chi opera nel rispetto delle regole, ma con una visione d'insieme. «Difendere la democrazia, oggi — conclude Enzo Scalese — significa anche scegliere di non abbassare lo sguardo». L'appello è dunque rivolto a tutta la cittadinanza: non lasciare soli gli amministratori sotto tiro e costruire, insieme, gli anticorpi necessari per respingere ogni tentativo di condizionamento criminale.