Processo ai poliziotti a Vibo, il pm chiede la condanna per gli ex vertici della Mobile
La pena più pesante è stata invocata nei confronti dell'avvocato Antonio Galati che rischia sette anni e otto mesi di reclusione. La sentenza non prima di febbraio
Tre condanne tra i sei ed i sette anni e otto mesi di reclusione. Queste le richieste del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Annamaria Frustaci al termine della lunga requisitoria del processo scaturito dall'operazione Purgatorio giunto alle fasi finali nell'aula bunker del Tribunale di Vibo Valentia.
Le richieste. Il pm antimafia ha chiesto la condanna a 7 anni e 8 mesi di reclusione per il principale imputato, Antonio Galati, l'avvocato del foro di Vibo accusato di associazione mafiosa. Sei anni di reclusione sono invece stati chiesti per l'ex capo della Mobile della Questura di Vibo Maurizio Lento mentre sei anni e sei mesi è la richiesta formulata nei confronti del suo vice Emanuele Rodonò. I due poliziotti sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. A Rodonò viene contestato anche il reato di rivelazione di segreti d'ufficio.
Purgatorio. Il procedimento ha visto sfilare nell'aula bunker del Tribunale di Vibo Valentia anche magistrati, oltre che alti dirigenti della Questura di Vibo Valentia. Certamente uno dei procedimenti più importanti, per la rilevanza delle accuse e per i ruoli di vertice, occupati da alcuni degli imputati. Procedimento che in un'occasione si è anche tenuto a porte chiuse e che ha visto l'intervento di un collaboratore di grande peso nel panorama vibonese, ossia Andrea Mantella.
Le accuse. L'avvocato Antonio Galati, del Foro di Vibo Valentia, è accusato del reato di associazione mafiosa per aver agevolato il clan Mancuso; Maurizio Lento, dirigente della Squadra mobile di Vibo Valentia, ed Emanuele Rodonò, suo vice, sono imputati del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pubblico ministero, l'avvocato Galati “usufruendo dei suoi contatti istituzionali, li usava per dirottare le indagini sugli avversari della frangia facente capo a Luni “Vetrinetta” Mancuso”.
La “Fantandrangheta”. E proprio il Galati, in alcuni dialoghi intercettati dagli inquirenti, conia il termine di “Fantandrangheta”, in riferimento al potente clan di Limbadi, funzionale a ridimensionare le accuse mosse nei confronti dello storico clan dei Mancuso. Diversi poi gli episodi citati dal pm: dalla presenza dell'avvocato Galati in occasione della notifica dell'avviso di esecuzione dell'autopsia sul corpo della moglie di “Scarpuni”, suicidatasi; alle conversazioni intercettate tra Galati e alcuni magistrati in servizio a Vibo, dalle quali “traspare l'esistenza di contrasti e divergenze di vedute esistenti all'epoca tra magistrati in ordine alla frequentazione del locale 'Filippo's'”.
La requisitoria. Il pubblico ministero Frustaci, dopo una requisitoria snodatasi per più udienze, ha chiesto al Collegio giudicante di riconoscere la responsabilità penale degli imputati con la condanna ad anni sette e mesi otto di reclusione per Antonio Galati; anni sei di reclusione per Maurizio Lento; anni sei e sei mesi di reclusione, riconosciuta la continuazione con il reato di rivelazione di segreto d'ufficio per Maurizio Rodonò. Il pm ha altresì annunciato il deposito di una memoria, con richiesta a norma dell'articolo 523 del codice di procedura penale di ammissione di prove, per le quali il collegio si è già pronunciato con provvedimento di rigetto; ha richiesto, infine, la trasmissione degli atti al proprio ufficio per valutazione della posizione di un teste.
Parti civili. Nel procedimento si sono costituite come parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell'Interno, il Comune di Limbadi e la Regione Calabria,
che hanno presentato le conclusioni scritte a a norma del codice di procedura penale. Risultava assente invece l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia.
Sentenza a febbraio. Le prossime udienze sono calendarizzate per il 7 febbraio, in cui discuteranno le difese rappresentate dagli avvocati Rotundo e Contestabile; a seguire il 16 ed il 23 febbraio prossimi.
