'Ndrangheta, a disposizione della cosca vibonese tritolo «per tirare giù mezza montagna»
Un vero e proprio arsenale a disposizione delle cosche di 'ndrangheta più potenti della Calabria. È quanto raccontato dal collaboratore di giustizia Girolamo Bruzzese in una lettera indirizzata al procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, e riportata dal Corriere della Calabria. Il collaboratore, va ricordato, è figlio di Domenico Bruzzese, esponente di primo piano della cosca Crea di Rizzicon.
Armi da guerra, come kalashnikov, e grossi quantitativi di tritolo. Secondo Bruzzese a disposizione dei clan della criminalità organizzata calabrese ci sarebbe stato un vero e proprio arsenale. Il traffico di armi, quando il collaboratore era latitante tra il 1997 e il 1998, sarebbe stato gestito dal figlio di Santo Rocco Filippone: «Ha commercializzato nel Reggino un notevole quantitativo di armi da guerra», scrive il pentito nella lettera, parlando in particolare di Ak47, i famigerati Kalashnikov.
Bruzzese, riporta ancora il Corriere della Calabria, fa riferimento poi a un grosso quantitativo di esplosivo, e precisamente tritolo, che sarebbe stato in possesso delle cosche Mancuso di Limbadi e Piromalli di Gioia Tauro: «Ricordo che Guerino Avignone disse che questi ne possedevano abbastanza da tirare giù mezza montagna», afferma Bruzzese che racconta di essere stato nelle campagne di Limbadi in una proprietà di un parente di Giuseppe Mancuso, «perché questi ci doveva consegnare circa 10 chili di tritolo, 30 detonatori e 100 metri di miccia a lenta combustione»
