'Ndrangheta nel Vibonese, i propositi di vendetta contro il boss per la relazione con una donna (NOMI)
Mentre negli ambienti criminali circolano indiscrezioni su una possibile collaborazione con la giustizia, tornano d'attualità le dichiarazioni rese ai carabinieri, nelle quali emergevano il forte risentimento
Le voci che, nelle ultime ore, indicano Pietro Andrea Simoncini come possibile futuro collaboratore di giustizia riportano l'attenzione su alcuni passaggi contenuti nelle inchieste antimafia "Conflitto" e "Jerakarni", dove erano già emersi i rapporti tra il presunto killer di Vittorio Boiocchi e gli ambienti della criminalità organizzata vibonese.
L'ipotesi di un suo possibile pentimento, rilanciata dal giornalista Klaus Davi e, allo stato, priva di conferme da parte dell'autorità giudiziaria, alimenta l'interesse su vicende risalenti al 2006, quando Simoncini rese dichiarazioni ai carabinieri della Compagnia di Soriano Calabro successivamente confluite nei fascicoli investigativi.
In quei verbali viene ricostruita la fine della relazione con la madre di sua figlia, circostanza che Simoncini attribuiva al rapporto sentimentale instaurato dalla donna con Bruno Emanuele, ritenuto dagli investigatori uno dei principali esponenti della criminalità delle Preserre vibonesi.
Secondo quanto riportato negli atti, quella vicenda avrebbe alimentato un profondo risentimento personale nei confronti di Emanuele, fino a sfociare in propositi di vendetta. Tra le frasi verbalizzate dagli investigatori compare anche l'affermazione: «Di carne e ossa sono fatto io e di carne e ossa è fatto lui», ritenuta dagli inquirenti significativa del clima di forte conflittualità esistente all'epoca.
Gli stessi atti evidenziano inoltre che Simoncini avrebbe fornito elementi ritenuti utili alle attività investigative che portarono, nel 2006, alla cattura del latitante Bruno Emanuele. Un particolare che, secondo gli investigatori, derivava anche dalla conoscenza delle abitudini del boss attraverso la relazione intrattenuta con l'ex convivente di Simoncini.
Sono circostanze che oggi vengono nuovamente richiamate mentre, negli ambienti criminali delle Preserre, si rincorrono le indiscrezioni su un possibile cambio di scenario investigativo dopo la collaborazione di Marco Ferdico. Al momento non esistono conferme ufficiali che Simoncini abbia deciso di collaborare con la magistratura, ma l'eventuale scelta di diventare collaboratore di giustizia potrebbe aprire nuovi filoni investigativi sia sull'omicidio di Vittorio Boiocchi sia su altre vicende di criminalità organizzata maturate tra la Calabria e la Lombardia.
Resta comunque l'autorità giudiziaria a dover accertare eventuali sviluppi, mentre le ipotesi di una possibile collaborazione di Simoncini continuano, per ora, a rimanere sul piano delle indiscrezioni.
