Circa 10milioni di euro di finanziamenti pubblici sarebbero passati da Banca Progetto a più società vicine alla 'ndrangheta. E' la tesi sostenuta dalla procura di Milano e condivisa dal Tribunale che ha disposto l'amministrazione giudiziaria dell'istituto di credito (amministratore giudiziario Donato Maria Pezzuto) sostenendo che "il denaro ottenuto è stato distratto dalla sua primaria finalità - per come rappresentata nelle richieste di finanziamento - per essere cannibalizzato dalla compagine criminale che ne ha ricavato ingenti guadagni".





Non solo. I funzionari di banca si sono relazionati direttamente con Maurizio Ponzoni, processato per bancarotta fraudolenta con l'aggravante del metodo mafioso, "che nulla ha a che fare con le società beneficiarie del prestito, avendo dunque ben chiaro che il vero referente/destinatario degli importi erogati era lui, senza attivare alcun controllo sulla sua persona". Risulta emblematico quanto affermato dallo stesso Ponzoni "secondo me, se Banca Progetto prendeva il mio nome e cognome, diceva 'lasciamo stare tutto'" a significare, scrivono i giudici "che già una semplice consultazione delle fonti aperte avrebbe risolto in radice qualsiasi incertezza" (Adnkronos).