Le prove proposte dalla competizione sono orientate a stimolare percorsi di ricerca in cui giocano d’assalto le competenze proprie del problem solving

Chiunque si sia trovato a dover sostenere una "prova" lavorativa ha dovuto dimostrare di possederne una buona capacità. Perché non c'è settore o ambito nel quale oggi non se ne richieda il possesso. Ma serve logica, buona conoscenza della matematica per "maneggiare" le competenze relative al problem solving. Perché saper uscire da questioni spinose, nel mondo del lavoro, oggi, è sicuramente vitale e, per questo, non c'è occupazione in cui non serva. Il Liceo scientifico "Berto", per poter garantire ai propri studenti un inserimento consapevole nel mercato dell'occupazione, ha aderito alle Olimpiadi di matematica e problem solving.

Le Olimpiadi. L'iniziativa si è svolta giovedì e venerdì scorso nell'auditorium "Casalinuovo" di Catanzaro, dove si è svolto il seminario informativo/formativo sulle Olimpiadi di problem solving, gare individuali e a squadre di informatica, algoritmica e programmazione promosse dal Miur a livello nazionale e rivolte agli studenti. Il tutto organizzato dal direttore generale dell’Usr Calabria, Diego Bouchè, dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria con il patrocinio del Comune di Catanzaro, settore politiche giovanili, ed è stato presentato da Giulio Benincasa e Lucia Abiuso.

Le prove. Le prove proposte dalla competizione sono radicate nelle aree disciplinari di base ed orientate a stimolare percorsi di ricerca in cui giocano d’assalto le competenze proprie del problem solving: ricerca, esplorazione ed analisi di tutti i dati, necessari-superflui-alternativi, da organizzare per trovare e rappresentare percorsi di risoluzione attraverso format di sintesi logica. Attività che valorizzano l’instaurarsi di quelle competenze trasversali ai diversi contesti disciplinari riconosciute ormai essenziali per un inserimento attivo e consapevole dei giovani nella società.

Il liceo "Berto". All’incontro ha preso parte anche la delegazione di studenti del Liceo scientifico “Berto” di Vibo Valentia, i quali - coordinati dai loro docenti Francesca Fullone e Marina Pileggi e dall’animatore digitale Antonio Bruzzese, accompagnati anche dal dirigente scolastico Teresa Goffredo - hanno dato dimostrazione della loro bravura animando, nelle due giornate, le attività laboratoriali pomeridiane. Il Liceo è da anni impegnato in queste attività che mirano ad avviare e consolidare una visione informatica, quindi non solo tecnologica, negli alunni sin dai primi anni di formazione, affinché l’informatica assuma la connotazione di disciplina scientifica, fruibile come “metodo concettuale che consente di formalizzare e risolvere problemi in ogni campo". La squadra del Liceo ha partecipato più volte alle gare nazionali a Roma, superando le selezioni regionali e raggiungendo alti traguardi. Per i ragazzi è stata una bella esperienza, che la scuola ha loro offerto in riconoscimento della qualità del lavoro svolto e dell’impegno profuso. Grande soddisfazione ha espresso per l'iniziativa il dirigente, per  “l’elevato valore didattico-metodologico per gli studenti che sono veramente protagonisti e hanno l’opportunità di potenziare le loro competenze e rendere il loro sapere significativo”. (red4)