Un atto d’accusa durissimo quello che arriva dal coordinamento cittadino di Forza Italia nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo. Vibo Marina, definita dagli azzurri come lo snodo strategico e il cuore produttivo del territorio, vivrebbe oggi una “fase di stasi amministrativa senza precedenti”, segnata da un divario incolmabile tra le narrazioni elettorali e la realtà dei fatti.

“Deficit di programmazione e approssimazione”

“Siamo di fronte a un evidente deficit di programmazione”, esordisce la nota di Forza Italia. “Quello che doveva essere il ‘grande cambiamento’, la tanto decantata ‘Vibo Vera’, si è tradotto in una gestione che non riesce a garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione”.

I nodi irrisolti: dal rischio idrogeologico alle incompiute

Il focus degli azzurri si sposta subito sulle criticità del territorio. Particolare attenzione viene dedicata alla sicurezza idrogeologica: nonostante le ingenti somme reperite dalla precedente amministrazione, i lavori di pulizia di fossi e canali a Bivona, Porto Salvo e Vibo Marina sarebbero fermi al palo. “Corsi d’acqua ostruiti da vegetazione e detriti sono una minaccia costante”, incalzano.

Ma è sulla gestione dei cantieri che Forza Italia affonda il colpo: l’emblema del fallimento sarebbe Piazza della Capannina. Un progetto da 856 mila euro che, a mesi di distanza dalla scadenza dei lavori, si presenta oggi come un monumento all’inefficienza: pavimentazione ammalorata, assenza di illuminazione e attrezzature già degradate. “Non è accettabile che fondi pubblici non si traducano in servizi fruibili”, tuonano i forzisti, puntando il dito contro l’inattività degli “assessori operai”.

Sabbia e degrado: il quotidiano dimenticato

Non solo grandi opere. A pesare sono anche i disagi quotidiani: le caditoie intasate e i depositi di sabbia post-maltempo in arterie nevralgiche come Via Emilia stanno soffocando le attività commerciali. “Vedere i parcheggi e gli ingressi dei negozi sommersi dalla sabbia senza interventi tempestivi è il segnale di una città lasciata a se stessa”, commentano, chiedendo se l’amministrazione abbia intenzione di intervenire prima dell’inizio della stagione estiva.

La “sfida dei 30 mesi” e i dubbi sulla delocalizzazione

Il dibattito si scalda poi sulla questione dei depositi costieri. La timeline di 30 mesi ipotizzata dal sindaco Romeo per la delocalizzazione appare, secondo il coordinamento azzurro, un esercizio di “ottimismo elettorale”. “Spostare infrastrutture strategiche richiede bonifiche e collaudi rigorosi. Se opere molto meno complesse, avviate da tempo, sono ancora lontane dalla conclusione, come si può credere a una trasformazione così rapida e delicata?”, si chiedono polemicamente gli esponenti di FI.

La conclusione è un appello alla discontinuità: “Vibo Marina non può essere una periferia da ricordare solo in occasione del voto. Chiediamo al sindaco un segnale di presenza reale, perché la pazienza dei cittadini, stanchi di una politica fatta solo di annunci, è ormai giunta al limite”. Sullo sfondo, resta l’incognita del Piano Spiaggia, ad oggi, a due anni dall'insediamento di Romeo, ancora un vero e proprio miraggio.