Nei primi otto mesi del 2023, gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 20,9% rispetto allo stesso periodo del 2022. In aumento, però, le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 48.514, il 23,2% in più del 2022.

Sono i numeri elaborati dall'Anmil, l’Associazione nazionale Lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, che ha ripreso i dati dell'Inail presentandoli in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro che, come ogni anno, ha voluto sensibilizzare l'opinione pubblica per mettere fine a questa strage.

A guidare la triste classifica degli incidenti mortali è la Lombardia, dove da gennaio ad agosto i morti sui luoghi di lavoro sono stati 112. Seguono il Lazio e il Veneto con 60, la Campania con 57 e il Piemonte con 52. In Calabria 13 le vittime. Il minor numero di incidenti mortali in Molise e in Valle D'Aosta, con una vittima ciascuno in otto mesi.

Sulla base dei dati provincia per provincia, in Calabria al primo posto troviamo Crotone e all’ultimo Vibo. L’analisi valuta l’indice di incidenza della mortalità, ossia il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa.

In zona rossa Crotone (che conta 39.766 occupati, è al primo posto in Italia con 3 casi di morte sul lavoro e un Indice di incidenza sugli occupati del 75,4) e Cosenza (196.916 occupati è al 19esimo posto con 7 casi totali e un indice del 35,5). In zona gialla Catanzaro: (107.154 occupati è al 59esimo posto tra le province italiane con 2 casi e un indice del 18,7). In zona bianca Reggio Calabria (al 92esimo con un caso, un indice del 7,1 su 139.872 occupati). Al 98esimo, ultimo posto in Italia per la provincia di Vibo Valentia (zero casi e conta 45.266 occupati).