Imprenditrice uccisa nel Vibonese: la difesa dell'imputato contesta le prove tecniche (NOMI)
Al centro del dibattimento le perizie su intercettazioni, video di sorveglianza e tempi di percorrenza. L'avvocato difensore solleva un'eccezione di inutilizzabilità sul materiale informatico sequestrato nel 2016
Si è tenuta una nuova, cruciale udienza in Corte d’Assise nell’ambito del processo per l’omicidio di Maria Chindamo, che vede imputato Salvatore Ascone, originario di Limbadi. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano, ha fatto sedere al banco dei testimoni i propri consulenti di parte, ponendo le basi per una linea difensiva che mira a scardinare i pilastri dell’impianto accusatorio.
La strategia della difesa si è concentrata sulla confutazione della ricostruzione investigativa fornita dall’ufficio di Procura. Sono stati chiamati a deporre l'ingegnere Andrea Lampasi, il dottor Antonio Miriello e il dottor Egidio De Sossi, esperti che hanno offerto una lettura tecnica divergente su diversi punti focali dell’indagine:
Intercettazioni: è stata messa in discussione la metodologia utilizzata per l'estrazione dei file di log, sollevando dubbi sulla regolarità tecnica dell'acquisizione.
Verso la conclusione dell’udienza, il dibattimento ha vissuto un momento di forte tensione processuale. L’avvocato Francesco Sabatino ha formalizzato una questione di inutilizzabilità dell’intero materiale informatico sequestrato il 6 maggio 2016.
Secondo la tesi difensiva, il sequestro sarebbe viziato dalla mancanza dei necessari avvisi di garanzia a Salvatore Ascone in relazione agli accertamenti compiuti, che non sarebbero stati correttamente riferibili secondo i dettami procedurali previsti.
La Corte d’Assise, preso atto della complessa questione sollevata dalla difesa, si è riservata la decisione. Il verdetto su tale eccezione è atteso per la prossima udienza, fissata per il 14 luglio. In tale data, il calendario prevede inoltre l'audizione di altri ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti all'Arma dei Carabinieri, che saranno chiamati a rispondere alle domande delle parti in merito alle attività investigative svolte.
