Sanità, al Pronto soccorso di Vibo 11 vincitori di concorso ma solo 6 assunzioni
I tagli alla sanità proseguono anche in tempo di Coronavirus. E nemmeno le assunzioni eseguite vengono effettuate per intero, nel tentativo di dare respiro e manforte agli ospedale. La conferma del diritto alla salute parzialmente negato è giunta dall’ultimo concorso per l’assunzione di undici medici di Pronto soccorso, specializzati in Medicina e Chirurgia d’Urgenza espletato dall’Azienda sanitaria provinciale in piena emergenza Covid-19. Ebbene, anche in questo caso, la sforbiciata è puntualmente arrivata. Le assunzioni, infatti, sono state autorizzate a conclusione dell’iter per poco più del 50% dei posti messi a bando.
Insomma, rispetto ai potenziali 11 dirigenti medici, a prendere servizio saranno appena in sei. Peraltro, quattro di loro sono già precari attualmente all’opera al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino con il dispendio di energie e di risorse che tutti ben riconoscono. Ergo, l’aumento di personale sarà quasi inesistente, in attesa che venga autorizzata dalla struttura commissariale guidata dal generale Saverio Cotticelli, la rimanente parte delle assunzioni.
Le conseguenze sono immaginabili: l’esiguità del personale non permetterà di coprire agevolmente l’Obi (Osservazione breve intensiva) dell’area Covid, messa a punto per fronteggiare la pandemia che, fortunatamente, non ha dilagato su questo territorio, ancora al di sotto degli 80 casi. Sulla vicenda, non ha esitato nelle passate settimane la politica ad alzare la voce e a chiedere con forza che il Piano di Rientro, a dieci anni dal commissariamento della sanità calabrese, venga sospeso in una fase così delicata per l’intera nazione. Un invito rivolto al Governo, prima di ogni altro, dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Miceli che aveva invitato i parlamentari calabresi, il consiglio regionale ed i sindaci a sollecitare in tal senso l’esecutivo Conte. Appello a quanto pare caduto nel vuoto.
