Spese in famiglia: quanto spendono gli italiani?
Non siamo nel miglior periodo possibile a livello economico. Le conseguenze dei due anni precedenti si fanno sentire nonostante la voglia di ripartire da zero. Tra inflazione e difficoltà economiche, dare un’occhiata ai dati ISTAT è sempre interessante per capire l’andamento della situazione economica del Paese e come si adeguano le famiglie al periodo. Ecco, quindi, alcuni dati e alcune curiosità.
La situazione attuale
Come detto in precedenza, l’Italia porta ancora gli strascichi degli anni difficili legati al Covid. Inoltre, in un periodo di incertezza politica, la situazione generale sembra allarmante, soprattutto per il popolo. Il pericolo di un’inflazione maggiorata rende gli italiani piuttosto sensibili alle spese alimentari (che rappresentano la maggioranza delle spese, con il 18,5%) e non, con le spese per i trasporti al secondo posto (14,5%).
Già dall’inizio del 2022, le notizie riportavano la presenza di un’inflazione sugli articoli presenti nei negozi dell’1,3%, dando vita ad una sensazione di “paura” generale. A parte l’istruzione, le spese “extra” sono diminuite notevolmente, con una maggiore importanza data ai beni essenziali per sopravvivere.
Prodotti come frutta, verdura e grano hanno subito gravi rincari che hanno inevitabilmente reso la situazione economica ancora più difficile.
I dati sulle spese
Nel paniere dei beni dell’Istat sono entrati beni come download di film, streaming musicale, poke take away, friggitrice ad aria e altri. Tutti questi vengono comunque considerati come beni “extra”, ma la percentuale maggiore riguarda le spese per i beni alimentari, definiti essenziali. Immancabili nel paniere anche i tamponi rapidi e molecolari oltre ai test sierologici e fai da te per il Covid-19. Ormai è diventata abitudine.
Il tasso dei prezzi sui beni alimentari disponibili nei vari supermercati è aumentato del 3%, e le zone meno abbienti come quelle del Sud Italia iniziano a vacillare sotto al rincaro dei prezzi.
Per non parlare delle spese sui carburanti, che sono aumentate a dismisura fino a raggiungere 2 euro al litro (benzina e diesel). Insomma, l’Italia si è trovata a confrontarsi faccia a faccia con le conseguenze economiche del periodo in cui viviamo, tra pandemie e guerre che sicuramente non aiutano.
“Dove andiamo a fare la spesa?”
Dato il rincaro dei prezzi sui beni alimentari, basti pensare che un prodotto come la passata di pomodoro è salito del 6%, gli italiani hanno iniziato a virare verso altre destinazioni per fare la spesa. Sono sempre di più gli italiani che sbirciano il volantino Lidl, online o fisicamente) per poi andare a comprare nella nota catena di discount, ma in generale sono proprio i discount che stanno diventando sempre più presenti e sempre più frequentati, di qualsiasi catena.
I supermercati si stanno pian piano adeguando, ma a livello di prezzi hanno sicuramente uno svantaggio rispetto alle note catene di discount in Italia. C’è chi dibatte sull’effettiva qualità dei prodotti del discount, ma questo tipo di negozio sta migliorando anche in questo, perciò i supermercati devono davvero rimboccarsi le maniche.
Abbiamo visto come l’Italia stia passando un periodo piuttosto difficile legato alle spese su tutti i tipi di beni, da quelli essenziali a quelli “extra”. Il paniere dei beni ha introdotto beni che corrispondono ai tempi che corrono, con l’arrivo dei tamponi e dei test Covid che, per ovvie ragioni, hanno aumentato il loro prezzo e il loro numero di vendite. Sperare in un ribasso dei prezzi per adesso sembra quasi un’utopia, e questo periodo economicamente difficile sembra dover durare più del previsto.
