'Ndrangheta, appalti pubblici e patti politici: in Calabria 50 persone verso il processo (NOMI)
Tra le accuse figurano associazione mafiosa, narcotraffico, estorsione, sequestro di persona, corruzione elettorale e altro

La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio per 50 persone nell’ambito di un filone dell’inchiesta “Millennium”, iniziata nel 2018. I destinatari dell’atto dovranno comparire davanti al Gup Andrea Iacovelli il 18 marzo nell’aula bunker di viale Calabria. Tra le accuse figurano associazione mafiosa, narcotraffico, estorsione, sequestro di persona, corruzione elettorale e altro.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dagli aggiunti Walter Ignazitto, Salvatore Rossello e Andrea Sodani, ha ricostruito le attività dei clan “Alvaro” e “Barbaro-Castani”, attivi rispettivamente nella zona tirrenica e in quella ionica, e ipotizza anche una rete di patti politico-mafiosi e sistemi estorsivi mirati a controllare appalti e attività commerciali. Tra le parti lese figurano Regione Calabria, Città Metropolitana e diversi privati e società.
Gli indagati
Giuseppe Francesco Abbate
Domenico Agresta
Domenico Alvaro “trappitaru”
Francesco Alvaro “ciripillu”
Francesco Paolo Alvaro
Giuseppe Alvaro
Raffaele Alvaro
Giuseppe Barbaro “u castanu”
Giuseppe Cacciola
Rocco Carbone “u cacau”
Claudio Colella
Vincenzo Condello “cecè”
Antonino Federico
Domenico Iannaci
Giuseppe Laganà
Elena Modafferi
Elio Arcangelo Morfea
Vincenzo Muià
Domenico Pillari
Angelo Romeo
Pasquale Romeo
Stefano Romeo
Rocco Rugnetta
Vincenzo Rugnetta
Francesco Sciarrone
Rocco B. Varacalli “u longu”
Giuseppe Violi “paninone”
Sebastiano Altomonte
Bruno Araniti
Giuseppe Barreca
Marcello Bellini
Giuseppe Errante
Antonino Fallanca
Andrea Foti
Domenico Foti
Gregorio Fotia
Vincenzo Fotia
Vincenzo Giglio
Daniele Latella
Domenico Neri
Francesco Nicolò
Giovanni Antonio Nicolò
Alessandro Nicolò
Franco Mario Perrelli
Demetrio Quattrone
Pasquale Remo
Domenico Sarica
Romano Stefano
Giuseppe Trapani
Pasquale Maria Tripodi
