'Ndrangheta, la cosca Giampà e le (nuove) estorsioni a Lamezia: due arresti (VIDEO)
Alle prime ore di questa mattina, a seguito di attività investigative coordinate dalla Dda di Catanzaro, gli agenti della Squadra Mobile di Catanzaro e del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Michele Bentornato, 36 anni, e Vincenzo Tino Giampà, 53 anni, entrambi considerati contigui alla cosca “Giampà” di Lamezia Terme, in quanto ritenuti responsabili in concorso del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, finalizzata ad ottenere una illecita somma di denaro da un esercente di una attività commerciale di Lamezia Terme.
La richiesta di misure cautelari, avanzata al Gip Distrettuale dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto procuratore della Chiara Bonfadini, si è basata sulle attività investigative realizzate dai menzionati Uffici Investigativi e svolte con l’attivazione anche di diversi presidi tecnici. Nel corso delle indagini sono state ricostruite le fasi e le dinamiche operative dell’evento delittuoso. In particolare gli inquirenti considerano Michele Bentornato l’intermediario e l’esattore dell’attività estorsiva su mandato di Vincenzo Tino Giampà, al quale è stata contestata anche l’aggravante di aver commesso il reato pur essendo sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.
I fatti oggetto delle contestazioni nei confronti dei menzionati indagati hanno trovato fondamento nell’attività investigativa finalizzata a verificare una rinnovata operatività di esponenti della cosca “Giampà” che, successivamente a periodi di sofferta detenzione, si sarebbero riattivati in attività estorsive a carico di esercenti commerciali con sede in zone “storicamente” sotto il controllo criminale della menzionata cosca, come quelle ricadenti su via del Progresso di Lamezia Terme, dove sono ubicate importanti attività commerciali.
Michele Bentornato, a riscontro delle attività investigative avviate, era stato arrestato lo scorso 3 agosto nella flagranza del reato, in quanto sorpreso con la somma di denaro di 400 euro, abilmente nascosta in una scatola, appena ricevuta dalla vittima e, pertanto, il provvedimento gli è stato notificato nel luogo di detenzione. Vincenzo Tino Giampà, invece, è stato arrestato presso la propria abitazione e portato presso la locale casa circondariale.
