Il Tar salva la stagione turistica del lido "La Rada" di Vibo Marina. Accolta la sospensiva
Salva la stagione turistica del Lido “La Rada”, grazie all'ordinanza del Tar Calabria che ha sospeso gli effetti dei provvedimenti emessi dal Comune di Vibo Valentia, dal ministero delle Infrastrutture e dalla Capitaneria di Porto di Vibo Marina, fissando l'udienza pubblica di merito per il 27 marzo 2019, in considerazione “che all’esame sommario proprio della fase cautelare i ricorsi potrebbero in ipotesi presentare profili di fondatezza, tuttavia richiedenti per la pluralità e specificità dei motivi l’approfondimento del giudizio di merito in udienza prossima”, e dell'evidenza del “pregiudizio nelle more della definizione del giudizio di merito, essendo in corso la stagione estiva, nell’ambito della quale esclusivamente viene esercitata l’attività della concessionaria”. Accolte dunque le argomentazioni dell'avvocato Alessio Colistra.
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La vicenda. Da mesi si trascina un braccio di ferro tra il Comune di Vibo Valentia e lo stabilimento balneare di Vibo Marina “La Rada”, gestito dall'imprenditore Francesco Cascasi. Il casus belli nasce dalla contestazione di realizzazione di alcune opere ritenute abusive e dalla modifica della destinazione d'uso dell'immobile, con richiesta di rimuovere le opere ritenute abusive. Inoltre, il Comune di Vibo Valentia, in persona della dirigente Adriana Teti, aveva disposto con ordinanza la sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande nella zona ritenuta abusiva. L'imprenditore Cascasi, ritenendo ingiusti i provvedimenti adottati dal Comune, aveva sporto una denuncia per abuso d'ufficio avverso i dirigenti comunali. Proprio a seguito dell'esposto, la Guardia di finanza di Vibo Valentia aveva proceduto ad acquisire documenti presso il Comune per accertare i contorni della vicenda.
Il Tar. Il legale dell'impresa Cascasi ha dunque proposto ricorso al Tar Calabria in via d'urgenza nello scorso luglio, senza esito positivo. In quella circostanza i giudici amministrativi avevano sentenziato che non fosse documentata la circostanza che tutte le opere realizzate su aree demaniali fossero assistite da idoneo titolo edilizio, e che la revoca del provvedimento impugnato poteva essere richiesta solo previa rimozione delle opere illegittimamente realizzate. Con ulteriore ricorso, discusso ieri primo agosto, la società dell'imprenditore Cascasi ha ribadito nei confronti del Comune di Vibo, rappresentato dall'ufficio di avvocatura comunale in persona dell'avvocato Maristella Paolì, ha ribadito innanzi i giudici le proprie doglianze avverso i provvedimenti impugnati, ottenendo la sospensione dell'efficacia di essi e proseguire la stagione turistica.
La politica. Il caso “La Rada” ha avuto riflessi anche sul piano politico: l'ex presidente del consiglio comunale Stefano Luciano ha presentato un'interrogazione sulla vicenda e sui possibili effetti in caso di chiusura dell'attività commerciale.Sullo stesso argomento qualche giorno fa si è registrata una seduta di giunta, partecipi l'assessore all'urbanistica Katia Franzè ed al commercio Francesco Pascale, oltre al dirigente della Polizia Municipale Filippo Nesci.
