Assicuratore vittima di usura, catanzarese condannato
Si chiude con una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, il processo di primo grado per Giuseppe Altilia, 55 anni, di Botricello, accusato di usura nei confronti di un assicuratore. Una pena di poco inferiore rispetto ai 5 anni di reclusione richiesti dalla pubblica accusa al termine della requisitoria. Il Tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Antonella Galati ha, inoltre, disposto per l’imputato l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni e il risarcimento del danno alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Piero Funaro, dell’importo di 85mila euro. I legali difensori dell’imputato, Gregorio Viscomi e Salvatore Iannone, attenderanno le motivazioni della sentenza, che verranno depositate entro novanta giorni, per ricorre in appello. E’ stata la vittima a far scattare le indagini della Procura, denunciando le vessazioni inferte dal suo aguzzino, riferendo agli inquirenti di essersi rivolto ad Altilia, perché in serie difficoltà economiche. Altilia, secondo le ipotesi accusatorie, gli avrebbe garantito un prestito iniziale di 10mila euro, con tassi mensili del 17,5%, al punto che in tre anni la somma da restituire sarebbe diventata 70mila euro. L’imputato, il 22 novembre 2018, è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Romano Gallo.
L’inchiesta. Le indagini hanno fatto emergere un quadro di estrema difficoltà economica che aveva condotto la vittima in uno stato di totale indigenza: un’attività commerciale in cattive acque, la necessità di trovare liquidità e l’impossibilità di attivare canali finanziari ufficiali. Proprio per questo l’assicuratore si era affidato a reti illecite di finanziamento “parallele”. Tre lunghi anni di vessazioni, ai quali si è posto fine con un’ordinanza di esecuzione della misura cautelare in carcere per Altilia, destinatario anche di un sequestro preventivo diretto e per equivalente di 70 mila euro, pari alla somma versata dalla sua vittima per estinguere il debito. (g. p.)
