Una lunga serie di mutui grava sulle casse di palazzo "Luigi Razza". Da tempo il Comune di Vibo paga un mutuo ventennale per coprire un'anticipazione di cassa da oltre sette milioni di euro. Ed è solo l'antipasto di un pranzo indigesto per la città.

Il piano di riequilibrio che dovrà passare a breve al vaglio del ministero dell'Interno vale una rata da 1,4 milioni annui per un periodo di tempo calcolato tra i 15 ed i 20 anni, un'eternità. Nella migliore delle ipotesi Pantalone sborserà 21 milioni di euro per tornare a galla. D'altronde la massa passiva certificata è di oltre 43 milioni. E non è tutto. L'Ente è costretto a tirar fuori per il conferimento in discarica dei rifiuti 4 milioni in cinque anni (sessanta rate per l'esattezza). Cifra che va ad aggiungersi ai 36mila euro mensili che palazzo Luigi Razza continua a versare. Insomma, una emorragia senza fine alla quale contribuiscono pure le opere pubbliche. Sotto l'amministrazione decaduta qualche mese addietro, quella guidata dal sindaco Elio Costa, è stato acceso un mutuo per il completamento del teatro. Non proprio noccioline, ma circa 700mila euro. Sono queste le principali voci di uscita in un Comune che incassa molto meno di quello che è costretto a spendere.

A risistemare tale situazione non basteranno ovviamente 800mila euro di multe ed introiti delle strisce blu, servirebbe ben altro. Servirebbe intanto aumentare la riscossione dei principali tributi. Il canone idrico e la Tari rimangono ancorati a percentuali risibili, mentre il debito cresce e la possibilità di scongiurare un secondo dissesto non sembra proprio immediata. L'ex sindaco Elio Costa ha garantito che non ci sarà ma le tante troppe rate da pagare a fine mese non fanno presagire nulla di buono.