LA RIFLESSIONE - Una Legge regionale per delocalizzare i depositi costieri
Il (condivisibile) provvedimento del Sindaco – evidentemente debole sotto l’aspetto giuridico e come tale sospeso dal Tar Calabria con il proprio provvedimento cautelare - che ha ordinato la sospensione in alcune fasce orarie delle attività di carico/scarico dei carburanti dei vari automezzi nella zona dei famigerati deposi costieri adiacenti ai lidi di Vibo Marina, ha attualizzato ancora una volta un atavico problema: quello della evidente conflittualità tra una zona storicamente industriale e quella sempre più attuale orientata a diventare zona turistica.
Il conflitto è chiaro e di non facile soluzione: mantenere e non ostacolare una attività economica servita dal porto che fornisce al comune delle accise, ossia degli utili economici che ai più sembra quasi un contrappeso e ristoro economico per l’evidente disagio alla comunità (ma sappiamo che non è affatto così) o pianificare una progressiva e totale dismissione dei depositi costieri e, più in generale, della attività di destinazione industriale pesante che limita – anzi soffoca - un più coraggioso e attualissimo progetto di rigenerazione urbana della intera area, che mai come in questo ultimo periodo sta partorendo concreti interventi e progetti di valorizzazione del turismo portuale che confermano come l’ unica destinazione del porto sia proprio quella turistica.
Credo che negli ultimi 30 anni, almeno a memoria di chi scrive, non vi sia stata amministrazione comunale che non abbia avuto almeno il desiderio di trovare una soluzione politica di compromesso (storico metodo virtuoso di gestione della politica) ma che nei fatti o la ha immediatamente abortito o, ancora peggio, non l’abbia nemmeno immaginata.
Verrebbe da pensare che forse i tempi non erano maturi per una pianificazione di tale portata e che la destinazione del porto, se non proprio della intera area era, all’ evidenza industriale. Ma ora – anzi da almeno 10 anni -non è così!
I tragici eventi dell’alluvione del 2006, nonché la maggiore sensibilità del legislatore verso la tutela ambientale e la rigenerazione del territorio sta portando verso soluzioni più che condivisibili e tra queste, quella della delocalizzazione delle attività industriali che (attenzione) non significa chiusura o indebolimento delle stesse, ma una riorganizzazione logistica delle stesse.
I tempi sono maturi ma un intervento del genere non può esaurirsi in un intervento settoriale della amministrazione comunale che, ragionevolmente, non può reggere il “peso politico” di un tale intervento, ma che, come stato acutamente osservato dal consigliere dott. Lo Schiavo, impone un intervento della Regione.
Mai come in questo periodo e nei prossimi anni che verranno, convergono le condizioni per una seria e strutturata programmazione in tale direzione che non può limitarsi ad un intervento amministrativo a macchia di leopardo, ma giustifica una regolamentazione per legge regionale di più ampio respiro che certo non produrrà i suoi effetti in tempi ristrettissimi, ma avrebbe un impatto più dirimente e risolutivo facendo anche propri i finanziamenti europei nonché quelli regionali.
Il problema della “delocalizzazione” dei depositi costieri situati nei porti o in prossimità di località balneari non si esaurisce nel solo perimetro del territorio del comune di Vibo Valentia ma riguarda certo altre realtà simili della nostra regione.
Dunque è giunto proprio il momento di approfondire la soluzione tecnica e allo stesso tempo politica della ormai inevitabile delocalizzazione delle aree industriali – da trasferire nel c.d. retroporto - a meno che non si voglia dimenticare che un’intera comunità vive e transita - con numeri ancor più elevati nel periodo estivo - (da qui la condivisibile ordinanza estiva del sindaco) su una bomba ad orologeria, per il quantitativo di carburante contenuto nei depositi nonché nei tubi che attraversano buona parte dell’ intera zona e che rappresentano un evidente rischio per la Comunità.
Dunque non è più tempo per proclami e proteste ma è tempo di unire le forze della sana Politica (che certo esiste nel nostro territorio) di qualsiasi colore politico essa sia: perché il vero colore della Politica è quello della competenza e del comune interesse a contribuire alla soluzione del problema.
Si studi dunque un progetto di legge regionale da portare in breve tempo alla sua approvazione i cui primi firmatari siano i nostri consiglieri regionali vibonesi ai quali non mancano certo competenza e interesse concreto alla soluzione dei problemi, magari affiancando le professionalità tecniche di supporto per la stesura di una buona ed organica legge che risolva davvero il problema di non facile soluzione ma non tale da scoraggiare oltremodo e oltre ogni ragionevole tempo la Politica, negli anni passati troppo supina.
Prof. Giulio Nicola Nardo
Università della Calabria
