'Ndrangheta nel Vibonese, estorsione al “Lido degli Aranci”: assoluzione piena in appello (NOME)
Secondo l’accusa, avrebbe agito in concorso con altri imputati in una vicenda estorsiva ai danni del gestore della struttura ricettiva “Lido degli Aranci”
C’è anche l’assoluzione di Domenico Lo Bianco, alias “Piccinni”, classe 1962, tra le decisioni pronunciate il 19 dicembre 2025 dalla Corte d’appello di Catanzaro nell’ambito del processo “Rinascita Scott”. I giudici di secondo grado hanno assolto l’imputato da tutti i capi di imputazione, ribaltando la sentenza di primo grado che lo aveva condannato a sette anni di reclusione per il solo reato di estorsione.
Lo Bianco, figlio dell’ex presunto boss vibonese Carmelo Lo Bianco, era stato inizialmente arrestato nell’operazione “Imponimento”, per poi confluire nella più vasta inchiesta “Rinascita Scott”. Secondo l’accusa, avrebbe agito in concorso con altri imputati in una vicenda estorsiva ai danni del gestore della struttura ricettiva “Lido degli Aranci”, all’epoca dei fatti Antonio Faccioli, oltre a rispondere del reato di associazione mafiosa per la presunta appartenenza al clan Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia.
Per l’imputato, difeso dagli avvocati Santo Cortese e Giuseppe Di Renzo, la Procura aveva chiesto una condanna a 24 anni di reclusione sia in primo grado che in appello. La Corte territoriale, invece, ha ritenuto insussistenti tutte le accuse, pronunciando l’assoluzione piena e chiudendo definitivamente la posizione processuale di Lo Bianco nel filone relativo al “Lido degli Aranci”.
La decisione si inserisce nel quadro delle numerose assoluzioni e rideterminazioni di pena intervenute in appello nel maxiprocesso contro la ’ndrangheta vibonese.
