Due colpi calibro 7,65 al petto dello zio che era andato in escandescenza per dissidi con la ex moglie. È stato ucciso così per mano del nipote, intorno alle 21 di ieri, Giuseppe Buscemi, bracciante agricolo di 43 anni, commerciante di arance. L'omicidio, come riportato da La Repubblica, è avvenuto dinanzi alle abitazioni delle due famiglie in contrada Vanghella a Palagonia, in provincia di Catania. Vincenzo Buscemi, 27 anni, figlio del fratello della vittima, ha ammesso di avere premuto il grilletto della pistola semiautomatica risultata rubata, ma di averlo fatto al culmine della lite per difendersi dallo zio che era fuori di sé. La pistola sarebbe stata impugnata proprio da Giuseppe Buscemi, prima che gli cadesse dalle mani e venisse raccolta dal nipote. Questa almeno la ricostruzione del giovane.

Sono stati i medici del 118 chiamati per prestare aiuto a Giuseppe Buscemi ancora agonizzante, poi deceduto sul posto, ad avvertire i carabinieri giunti in questa contrada di campagna a pochi chilometri dal centro di Palagonia con le sirene e i lampeggianti accesi. In caserma, assistito dal suo avvocato, Vincenzo Buscemi ha sostenuto la tesi della legittima difesa. Ma nel frattempo è stato arrestato e condotto nel carcere di Caltagirone dai carabinieri della compagnia di Palagonia guidata dal capitano Stefano Russo.