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Un quadro definito «allarmante» e segnato da «seri sospetti di antigiuridicità» emerge dal Comune di Vallelonga. A delinearlo è un report del segretario comunale Francesco Facciolo, responsabile della prevenzione della corruzione, che parla di «condotte personali ostative», di una gestione opaca della macchina amministrativa e di «un disegno coordinato volto a bloccare i controlli di legalità».

Ostruzionismo e irregolarità amministrative
Nel documento si evidenzia come l’attività ispettiva svolta nel corso del 2025 «si sia scontrata con un vero e proprio muro di gomma burocratico». Il segretario denuncia inadempienze sistematiche da parte di alcuni funzionari, con omissioni e ritardi nella trasmissione di atti fondamentali, giustificati – si legge – da pretesti ritenuti infondati, come carichi di lavoro eccessivi o inesistenti rischi di violazione della privacy. Secondo Facciolo, questo clima di ostruzionismo non solo avrebbe compromesso l’esito delle verifiche, ma avrebbe inciso anche sulla sua serenità personale, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita a causa di un perdurante stato d’ansia legato a un contesto lavorativo definito ostile.

Alloggi comunali e conflitti d’interesse
Tra le criticità più gravi segnalate figura la gestione di cinque alloggi comunali in via Cutura. Gli immobili, assegnati nel 2022 tramite procedure non ritenute pertinenti, risulterebbero occupati in una situazione di grave illiceità: non sarebbe mai stata stipulata alcuna locazione formale e gli utilizzatori usufruirebbero degli alloggi gratuitamente da anni, con un evidente danno erariale per le casse comunali. Il report evidenzia inoltre un palese conflitto d’interessi, dal momento che tra i beneficiari figurerebbero stretti congiunti di amministratori e due consiglieri comunali in carica, indicati come coinvolti in iniziative tese a ostacolare le ispezioni.

Tensioni politiche ed esposti alla Procura
L’analisi ha fatto emergere anche «profonde irregolarità contabili» nella gestione degli emolumenti del personale apicale, con liquidazioni di incentivi tecnici prive del presupposto di liceità e casi di auto-liquidazione in violazione dell’obbligo di astensione. Il clima di tensione si rifletterebbe anche sul piano politico, con episodi definiti inquietanti verificatisi durante le sedute consiliari. Il punto di massima frizione sarebbe stato raggiunto dopo la presentazione di un esposto del segretario alla Procura della Repubblica e all’Anac per denunciare comportamenti intimidatori, a seguito del quale è stata proposta la risoluzione della convenzione di segreteria, interpretata come un tentativo di rimuovere il funzionario e bloccare le verifiche. Il monitoraggio si estende infine ad altri settori sensibili dell’ente, dalla gestione dei lotti boschivi demaniali ai procedimenti autorizzativi per impianti di distribuzione di carburante, fino ai servizi di accoglienza e assistenza a soggetti stranieri. L’elemento più inquietante che emerge dall’analisi complessiva, conclude Facciolo, è il sospetto di un «disegno unitario e coordinato volto a impedire la trasparenza», già sfociato in esposti alla Procura e all’Anac per possibili fenomeni riconducibili alla criminalità organizzata all’interno dell’ente.