Processo "Breakfast", la difesa chiede l'assoluzione per Scajola: "Non favorì la latitanza di Matacena"
"Claudio Scajola va assolto perchè il fatto non sussiste". Questo ha chiesto il legale dell'ex ministro, per anni esponente di primo piano di Forza Italia, nell'ambito del processo Breakfast, che vede l'attuale sindaco di Imperia imputato di procurata inosservanza della pena in favore di Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia, latitante in Dubai dopo una condanna definitiva a tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Nei confronti di Scajola, il pm, il procuratore aggiunto della Dda reggina Giuseppe Lombardo, ha chiesto la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione. Secondo l'avv. Busuito, Scajola "non avrebbe mai operato" per aiutare Matacena a sottrarsi alla legge attraverso una rete di fiancheggiatori nel tentativo di fargli raggiungere Beirut dopo la permanenza a Dubai, di cui farebbero parte, oltre Scajola, la moglie dell'ex parlamentare, Chiara Rizzo, e gli ex dipendenti dei Matacena, Martino Politi e Maria Grazia Fiordelisi, anche loro imputati nel processo, denominato "Breakfast".
